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Pubblicato il 2 Feb 2011 in Feste, Vita liturgica

Giornata della Vita Consacrata a Gerusalemme

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Su desiderio di Giovanni Paolo II, dal 1997 in poi ogni anno si celebra, in occasione della festa liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio, che ricorre il 2 febbraio, la Giornata della Vita Consacrata.

“Triplice è lo scopo di questa Giornata: innanzitutto lodare e ringraziare il Signore per il dono della vita consacrata; in secondo luogo, promuoverne la conoscenza e la stima da parte di tutto il Popolo di Dio; infine, invitare quanti hanno dedicato pienamente la propria vita alla causa del Vangelo a celebrare le meraviglie che il Signore ha operato in loro”. (Benedetto XVI, Omelia, Vespri nella Festa della Presentazione del Signore, Basilica Vaticana, 2 febbraio 2010).

L’esortazione apostolica Vita consecrata ci ricorda che “la vita consacrata si pone nel cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo per la sua missione, giacché ‘esprime l’intima natura della vocazione cristiana’ e la tensione di tutta la Chiesa-Sposa verso l’unione con l’unico Sposo” (Giovanni Paolo II, Vita Consecrata, n. 3).

A Gerusalemme abbiamo celebrato il dono della vita consacrata martedì 1 febbraio, presso il Patriarcato Greco-Cattolico, con una Celebrazione Eucaristica presieduta da Monsignor Youssef Jules Zreyi. Nella bella Chiesa melchita, ricca di icone che ricordano visibilmente la realtà della Chiesa celeste e della comunione dei Santi, abbiamo partecipato in molti, religiose e religiosi di diverse congregazioni e ordini e alcuni fedeli locali, alla Divina liturgia di S. Giovanni Crisostomo in rito melchita.

Nell’omelia, il Vescovo greco-cattolico si è rivolto ai presenti in lingua araba e francese, prendendo come punto di riferimento il Vangelo di Luca della presentazione di Gesù al Tempio, quando Simeone, preso in braccio Gesù pronunciò le parole “i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti” (Lc 2, 31-32). Mons. Zreyi non ha desiderato tanto ricordare “che cosa sia la vita consacrata”, ma “che cosa sia la salvezza”. La salvezza è soprattutto aver incontrato nella vita l’amore, e contemplare l’amore di Dio nella nostra vita. La salvezza è appartenere a questo amore, vivere di esso. Questo permette di guardare sempre al presente e al futuro con fiducia, perché a Dio tutto è possibile, in ogni momento. Il Vescovo ha ricordato come già da piccolo era rimasto colpito da questa dimensione di mistero e di bellezza legato alla vita religiosa. È questa presenza dell’Amore del Signore nella nostra vita che può anche oggi trasformarci, perché la potenza della sua grazia è capace di operare sempre nuove meraviglie, in noi e in tutti coloro che incontriamo.

Lieti di aver potuto partecipare insieme a questa bella e suggestiva liturgia nella basilica melchita, che proprio il 2 febbraio ricorda anche il giorno della sua consacrazione, ci accompagna la gratitudine a Dio per i Suoi doni e il desiderio di lasciare sempre più spazio alla Sua presenza nella nostra vita.

I.M.

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