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Pubblicato il 25 Mag 2011 in Approfondimenti, Pubblicazioni

Vaticano / Lega araba: un passo verso il dialogo

Nabil_Al_ArabiLa settimana scorsa, il nuovo leader della Lega Araba è stato ricevuto dal Papa Benedetto XVI e anche dal Primate della Chiesa copta ortodossa Shenouda III. Due visite chiave in un momento in cui le minoranze cristiane in Medio Oriente si confrontano con le rivoluzioni arabe.

«Superare le difficoltà» è la parola d’ordine dell’incontro del 18 maggio tra la Santa Sede e il ministro egiziano degli affari esteri Nabil el-Arabi, eletto tre giorni fa nuovo Segretario generale della Lega araba. Questa organizzazione regionale ha lo status di osservatore presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite che oggi ha 22 membri, tra cui: Egitto, Giordania, Iraq, Libano, Arabia Saudita, Yemen, Siria , Sudan, Marocco, Tunisia, Algeria e l’Autorità palestinese. Giovanni Paolo II ha inviato il primo Delegato Apostolico presso la Lega nel 2000.

L’incontro tra Benedetto XVI e il capo della Lega Araba è avvenuto tre giorni dopo l’appello del Papa durante il Regina Caeli, perché prevalga la via del dialogo su quella della violenza in Libia e perché sia trovata una soluzione alla crisi da parte degli organismi internazionali. Benedetto XVI aveva anche chiesto un ristabilimento urgente della situazione in Siria nel segno della concordia.

Nabil Al Arabi aveva annunciato che l’obietto della sua visita in Vaticano era innanzitutto quello di migliorare le relazioni tra l’Egitto e la Santa Sede. Una dichiarazione rilasciata sabato 21 maggio attraverso la Sala stampa della Santa Sede intravede la possibilità di una ripresa dei rapporti con l’Università Al-Azhar del Cairo (la massima autorità dell’Islam sunnita), sospesi da gennaio. Secondo la dichiarazione anche il Cardinale Jean-Louis Tauran, presidente e segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha incontrato Nabil Al-Arabi. Durante il loro incontro, il ministro «ha trasmesso i saluti dello sceicco di Al-Azhar, il prof. Ahmad Al-Tayyib, e ha espresso il desiderio del Grande Imam che le recenti difficoltà nel rapporto con la Santa Sede possano essere superate». Il cardinale Tauran, da parte sua ha ribadito la stima del Papa per il popolo e le autorità egiziane, e la disponibilità della Santa Sede a proseguire il dialogo interreligioso e la cooperazione con Al Azhar condotte regolarmente dal 1998.

Riscaldare le relazioni

Il dialogo in effeti era stato sospeso nel mese di gennaio per una dichiarazione di Benedetto XVI dopo l’attacco terroristico del 31 dicembre dello scorso anno contro la Chiesa copta di Alessandria. Benedetto XVI aveva detto allora: «non bastano le parole, occorre l’impegno concreto e costante dei responsabili delle Nazioni». In risposta, Ahmed Al Tayyeb, Grande Imam di Al-Azhar, aveva dichiarato il commento di Benedetto «un intervento inaccettabile negli affari dell’Egitto» e ha chiesto: «Perché il Papa non ha chiesto la protezione dei musulmani quando venivano attaccati in Iraq?»,  Qualche giorno dopo, il 12 gennaio, il governo egiziano aveva – temporaneamente – richiamato il suo ambasciatore presso la Santa Sede.

rencontreIl 19 maggio, è stata la volta del Papa di Alessandria e Patriarca della predicazione di San Marco, Shenouda III, di incontrarsi con Nabil Al-Arabi per congratularsi della sua elezione a Segretario generale della Lega araba. I colloqui focalizzavano sulla intensificazione dei contatti tra Al-Azhar e la Chiesa per discutere sulla situazione interconfessionale presente in Egitto. I copti, che rappresentano dal 6 e al 10% degli egiziani, si sentono discriminati in una società che è per la  stragrande maggioranza musulmana. Il 7 maggio, 15 persone sono state uccise in scontri interconfessionali al Cairo. Il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Menha Bakhoum ha aggiunto che il Ministro degli Esteri ha condiviso con sua Santità Papa Shenouda III la sua recente visita a Roma e gli sforzi che mirano a «aprire la strada per la ripresa del dialogo tra le religioni e le civiltà, che contribuisce in modo significativo agli sforzi internazionali per promuovere la tolleranza, combattere il fondamentalismo e promuovere i valori della convivenza».

Christophe Lafontaine con agenzie