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Pubblicato il 17 Gen 2012 in Chiesa, Voce del Santo Padre

Il Papa augura per il 2012 una pace duratura in Terra Santa

Il Papa augura per il 2012 una pace duratura in Terra Santa

Israeliani e palestinesi si sono nuovamente incontrati sabato ad Amman per la terza volta dal 1° gennaio nel tentativo di riprendere le trattative di pace in Medio Oriente, bloccate da 15 mesi. Gli incontri in Giordania non hanno per il momento prodotto alcun risultato visibile. Nella presentazione degli auguri al corpo diplomatico, la settimana scorsa, il Papa ha lodato l’iniziativa giordana e ha fornito una panoramica della situazione in Medio Oriente.Infatti, il 9 gennaio 2012, in occasione della presentazione degli auguri al corpo diplomatico, Benedetto XVI nel suo discorso annuale ha fatto una panoramica sulla politica internazionale attuale. Il Santo Padre ha dedicato gran parte della sua esposizione sulla situazione in Medio Oriente e alla pace in Terra Santa.

Il Santo Padre ha innanzitutto puntato i riflettori sulla Primavera araba rivolgendosi in particolare al Nord Africa e al Medio Oriente dove i giovani ” hanno lanciato quello che è diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione più attiva alla vita politica e sociale“. Ma per fare questo, ha continuato il Santo Padre “il rispetto della persona dev’essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza“. Esprimendo “la sua grande preoccupazione” per la Siria, il Papa ha auspicato “una rapida fine degli spargimenti di sangue e l’inizio di un dialogo fruttuoso tra gli attori politici, favorito dalla presenza di osservatori indipendenti“.

Benedetto XVI non ha mancato di menzionare la Terra Santa “dove le tensioni tra Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il Medio Oriente“. Per il Santo Padre “bisogna che i responsabili di questi due popoli adottino decisioni coraggiose e lungimiranti in favore della pace”. A questo proposito, Egli ha espresso il suo “piacere” nell’apprendere l’iniziativa del Regno di Giordania per promuovere il rilancio di un dialogo tra le due parti. E il Santo Padre ha manifestato la speranza che questo dialogo “prosegua affinché si giunga ad una pace duratura, che garantisca il diritto di quei due popoli a vivere in sicurezza in Stati sovrani e all’interno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute“. E a questo proposito, Benedetto XVI ha ribadito il suo appello alla responsabilità della comunità internazionale.

L’iniziativa giordana si è concretizzata attorno a tre incontri “esplorativi” israelo-palestinesi avvenuti il 3, il 9 e il 15 gennaio ad Amman. I delegati israeliani e palestinesi si sono quindi incontrati di nuovo ma, per il momento, senza nuovi risultati. Il Quartetto del Medio Oriente (Stati Uniti, Russia, Unione Europea e ONU) ha dato ad entrambe le parti tempo fino al 26 gennaio secondo i palestinesi o il 3 aprile secondo gli israeliani perché le due parti avvicinino i loro punti di vista. Mahmoud Abbas ha detto che l’iter al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per l’adesione di uno Stato di Palestina prosegue.

Christophe Lafontaine