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Pubblicato il 16 Ott 2013 in Attualità locale, Politica e società

Dopo Shimon Peres e Abdallah di Giordania, Mahmoud Abbas atteso in Vaticano

Dopo Shimon Peres e Abdallah di Giordania, Mahmoud Abbas atteso in Vaticano

Image-Gardes-suisses-300x203ROMA – Con un ipotetico pellegrinaggio in Terra Santa di Papa Francesco sullo sfondo, il Presidente dell’Autorità Palestinese è atteso giovedì 17 ottobre in Vaticano. Questo incontro avviene mentre i negoziati di pace riprendono a Gerusalemme dopo quasi tre anni di gelo.

Il Presidente palestinese verrà ricevuto in udienza dal Santo Padre domani 17 ottobre, ha annunciato l’agenzia I.MEDIA. Questa è la sua prima visita che fa seguito a numerosi incontri

tra Mahmoud Abbas e Benedetto XVI, più precisamente sei incontri (cinque volte in Vaticano e una volta in Terra Santa nel maggio 2009). E’ da scomettere che il Presidente Abbas inviterà ufficialmente il Papa a recarsi in Palestina. Un invito che farà eco a quello del Presidente israeliano Shimon Peres, rivolto durante il suo incontro con il Papa la scorsa primavera. Il Papa aveva allora manifestato il suo “entusiasmo” e la sua “gioia”. In questi ultimi tempi le voci di un viaggio del Papa in Terra Santa si sono diffuse. Infatti gli inviti non mancano e le allusioni sono sempre più esplicite. Si può notare in primo luogo che il Patriarca latino di Gerusalemme ha invitato il Papa appena eletto a venire a visitare la diocesi del Patriarcato latino. Il suo Vicario patriarcale, Mons. Maroun Lahham, ha confermato la scorsa settimana che il Papa potrebbe recarsi in Giordania nella prossima primavera dove potrebbe visitare un campo di rifugiati siriani. Una prima tappa prima di raggiungere Gerusalemme? Più recentemente il Presidente del Parlamento israeliano (la Knesset), Yuli Edelstein,  ha salutato il Papa al termine dell’udienza generale di mercoledì 9 ottobre in piazza San Pietro e l’ha invitato a parlare ai parlamentari. Si sa anche che il patriarca ecumenico di Costantinopoli desidera commemorare insieme a Papa Francesco l’anniversario dell’abbraccio storico tra Paolo VI e Atenagora, avvenuto nel gennaio 1964 durante il pellegrinaggio di Papa Montini in Terra Santa. Sull’aereo che lo ha riportato dal Brasile alla fine di luglio, dopo la GMG, il Santo Padre aveva confermato alla stampa questo desiderio. Pochi giorni fa il rabbino Abraham Skorka, rettore del seminario rabbinico di Buenos Aires è stato ospite di Papa Francesco. Amico di lunga data del Papa, il rabbino ha detto “sogniamo di viaggiare tra poco insieme in Israele ed il Papa sta lavorando a questo proposito”.

Se P. Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede – interrogato dall’AFP – conferma che “Papa Francesco ha manifestato in diverse occasioni il suo chiaro desiderio di andare in Terra Santo il prossimo anno” tuttavia aggiunge che “la data ed il programma non sono definiti, e tanto meno annunciati. Dunque le informazioni di fonte israeliana che parlano di marzo non sono confermate”.

Il Papa prega per l’Oriente

Una cosa è sicura: un viaggio è molto desiderato. Ne è prova il fatto che il Santo Padre non cessa di esortare i cristiani a pregare per la pace in Medio Oriente. Ne dà testimonianza anche l’udienza dello scorso 9 ottobre durante la quale ha ricordato che “il 10 ottobre 2012, Papa Benedetto, dopo il Suo Viaggio in Libano e la consegna dell’Esortazione Apostolica: ‘La Chiesa in Medio Oriente: Comunione e testimonianza’, ha inserito la lingua araba all’Udienza Generale […]per esprimere a tutti i cristiani del Medio Oriente la vicinanza della Chiesa Cattolica ai suoi figli orientali”. Papa Francesco ha anche chiesto di “di pregare per la pace nel Medio Oriente: in Siria, in Iraq, in Egitto, in Libano e in Terra Santa, dove è nato il Principe della Pace, Gesù Cristo”. Il 4 ottobre, durante la messa concelebrata all’aperto sulla Piazza della Basilica ad Assisi, Papa Francesco aveva lanciato un forte appello nella stessa direzione.

La situazione del Medio Oriente tocca profondamente il Papa che non ha esitato a decretare una giornata di preghiera e digiuno – il 7 settembre – per affidare la Siria e pregare per la pace in Medio Oriente. Egli aveva anche ricevuto qualche giorno prima (alla fine di agosto) il Re Abdallah II di Giordania in un contesto estremamente teso in relazione alle crisi siriana ed egiziana. Nel corso di questo incontro il Papa ed il re avevano anche affrontato la questione della ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi. Processo che il Papa non esita ad affidare alla preghiera dei cristiani “affinché progredisca con decisione e coraggio”. Se un viaggio si sta confermando, il rabbino Abraham Skorka, parlando del Papa, annuncia “L’accompagnerò a Betlemme, nei Territori Palestinesi. La sua presenza può essere molto preziosa nel momento in cui i negoziati di pace stanno riprendendo”.

Senza fatica si possono dunque immaginare i temi che verranno affrontati domani da Mahmoud Abbas e dal Papa. Da notarsi che questo incontro ha luogo due settimane dopo che la Commissione bilaterale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, incaricata di elaborare un accordo sulla vita e l’attività della Chiesa, si è riunita in sessione plenaria in Vaticano, il 26 settembre 2013. Si sono rilevati dei progressi nell’elaborazione del testo dell’Accordo Globale.  Un comunicato finale indica infatti che: “I lavori si sono svolti in un’atmosfera cordiale e costruttiva. Affrontando i temi già presi in considerazione a livello informale, la Commissione ha rilevato con viva soddisfazione i progressi compiuti nell’elaborazione del testo dell’Accordo, che tratta degli aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa Cattolica in Palestina, ed ha incoraggiato gli sforzi del gruppo tecnico congiunto, esortandolo a completare la discussione delle restanti parti del testo, la cui elaborazione è già in fase avanzata”. Le due parti si sono accordate affinché il gruppo tecnico congiunto prosegua i suoi lavori in preparazione alla prossima Riunione Plenaria della Commissione Bilaterale prevista per gli inizi del 2014.

Christophe Lafontaine