Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 3 Apr 2014 in Assemblea degli ordinari cattolici, Comunicati stampa, Giustizia e pace, Pubblicazioni

Persecuzione dei Cristiani in Medio Oriente: comunicato degli Ordinari Cattolici di Terra Santa

Persecuzione dei Cristiani in Medio Oriente: comunicato degli Ordinari Cattolici di Terra Santa

logoACOHL

COMUNICATO – il 2 aprile 2014  gli Ordinari Cattolici di Terra Santa e il Comitato Giustizia e Pace hanno pubblicato un comunicato sul tema della persecuzione dei cristiani in Medio Oriente.

ASSEMBLEA DEGLI ORDINARI CATTOLICI DI TERRA SANTA
COMITATO GIUSTIZIA E PACE

 I cristiani in Medio Oriente  sono perseguitati?

 Persecuzione:  in molte parti del mondo occidentale questa parola è su tutte le labbra. Non si smette di dire che in Medio Oriente i cristiani sono perseguitati. Ma, cosa succede nella realtà? Come, in quanto cristiani e Chiesa, parlare in verità e integrità riguardo la sofferenza e la violenza che imperversa nella regione?

Non c’è dubbio che i recenti scompigli in medio oriente, generalmente  chiamati “primavera araba” hanno aperto la strada a gruppi estremisti e a nuovi rapporti di forze che, nel nome dell’interpretazione politica dell’Islam, causano devastazioni in numerosi paesi,  in particolare in Iraq, in Egitto e in Siria. Non c’è dubbio che molti estremisti considerano i cristiani come infedeli,  nemici o ancora agenti di potenze straniere o come un facile bersaglio.

Tuttavia, in nome della verità, noi dobbiamo sottolineare che i cristiani non sono  le sole vittime  di questa violenza e di questa ferocia. I musulmani laici, tutti quelli indicati come “eretici”, “scismatici” o semplicemente “non allineati” sono parimenti attaccati e uccisi nel medesimo caos. La dove gli estremisti sunniti sono al potere, gli sciiti sono massacrati. La dove gli estremisti sciiti dominano sono i sunniti a essere uccisi. Sì, talvolta i cristiani sono colpiti in quanto cristiani, perché  la loro fede è diversa e perché non hanno alcuna protezione. E così, in questi tempi di violenza in cui regnano la morte e la distruzione, essi sono vittime che si aggiungono a tutti coloro che soffrono e muoiono. Come tanti altri essi sono cacciati dalle loro case e diventano rifugiati, condividendo la medesima terribile miseria.

Le sollevazioni sono cominciate perché i popoli del Medio-Oriente sognavano una nuova stagione di dignità, di democrazia, di libertà e di giustizia sociale. I regimi dittatoriali che precedentemente garantivano “l’ordine e la legge”, ma a prezzo di terribili repressioni militari e poliziesche, sono caduti. Con essi, l’ordine che avevano imposto si è sbriciolato. Sotto questi regimi i cristiani vivevano una relativa sicurezza. Essi temevano che, una volta rovesciato il potere autoritario, gruppi estremisti seminando il caos prendessero il sopravvento e si impadronissero del potere mediante la violenza e la persecuzione. Di conseguenza, certi cristiani hanno la propensione a difendere questi regimi. In alternativa, la fedeltà alla loro legge e la loro preoccupazione per il bene del loro paese, avrebbero  potuto condurli a parlare più sollecitamente, a dire la verità e a invocare le riforme necessarie, in vista di una maggiore giustizia e di un maggiore rispetto per i diritti dell’uomo prendendo  posizione accanto ai numerosi cristiani e musulmani coraggiosi che hanno saputo parlare.

Noi comprendiamo perfettamente i timori e le sofferenze dei nostri fratelli e sorelle in Cristo che a causa della violenza hanno perduto qualche famigliare e sono stati cacciati dalle loro dimore.  Essi possono contare sulla nostra solidarietà e sulle nostre preghiere. Per certuni l’ unica consolazione e  speranza si trova nelle parole di Gesù:  “Beati i perseguitati a causa della giustizia: perché di essi è il Regno dei Cieli” (Mt 5,10). Nondimeno però la ripetizione del termine “persecuzione” (per designare unicamente le sofferenze subite da cristiani per mano di criminali che si dichiarano musulmani), in certi contesti serve agli estremisti, tanto in casa nostra quanto all’estero, il cui scopo è proprio quello di seminare l’odio e i pregiudizi e di eccitare i popoli e le religioni gli uni contro gli altri.

Cristiani e musulmani devono lottare insieme contro le nuove forze dell’estremismo e della distruzione. Tutti i cristiani e numerosi musulmani sono minacciati da queste forze che cercano di creare una società  svuotata dai cristiani  in cui solo alcuni musulmani gestiranno il potere. Tutti coloro che cercano la dignità, la democrazia,  la libertà e la prosperità sono attaccati. Noi dobbiamo essere solidali parlando alto e forte in verità e libertà. Ciascuno di noi, cristiani e musulmani, deve ugualmente essere cosciente che il mondo esterno non si muoverà per proteggerci. I poteri locali e internazionali cercano i loro propri interessi. Da soli e solidali dobbiamo costruire un avvenire comune. Dobbiamo adattarci alle nostre realtà, anche di fronte alla morte, e dobbiamo imparare, insieme, a porre fine alla persecuzione e alla distruzione, con lo scopo di condurre una vita rinnovata e degna nei nostri propri paesi. Insieme, dobbiamo unire le nostre voci a coloro che sognano come noi una società in cui musulmani, cristiani ed ebrei saranno cittadini uguali, vivendo fianco a fianco e edificando insieme una società nella quale le nuove generazioni potranno vivere e prosperare.

Da ultimo preghiamo per ciascuno, per coloro che uniscono i loro sforzi ai nostri  e anche per quelli che  cercano di nuocerci e perfino  di farci morire. Preghiamo perché Dio permetta loro di vedere la bontà che ha messo nel cuore di ciascuno. Possa Dio trasformare  ogni essere umano  nel profondo del suo cuore. Egli ci conceda di amare ogni essere umano come Dio stesso  lo ama, Lui che è il Creatore e che ama ciascuno. La nostra sola protezione è il Signore e come lui anche noi offriamo le nostre vite per coloro che ci perseguitano, così come per coloro che, con noi, prendono posizione per difendere l’amore, la verità e la dignità.

Gerusalemme, 2 aprile 2014.