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Pubblicato il 18 Ago 2014 in Diocesi, Notizie della diocesi

Clarisse di Nazareth: festa di santa Chiara e decesso di suor Joséphine a 95 anni

Clarisse di Nazareth: festa di santa Chiara e decesso di suor Joséphine a 95 anni

P1560388-Copy-300x225NAZARETH – L’11 agosto le Suore Clarisse di Nazareth hanno celebrato la festa della loro fondatrice: santa Chiara d’Assisi. Su invito di mons. Marcuzzo e della Abbadessa Marie Francois de la Vierge, quest’anno, la messa è stata presieduta da mons. Barthelémy Adoukounou, benedettino, segretario del Pontificio Consiglio per la cultura, già segretario della Conferenza episcopale dell’Africa occidentale, giunto a Nazareth per predicare un ritiro alle suore del monastero.

Questa festa, sempre molto popolare a Nazareth, è stata onorata dalla presenza di molti fedeli, soprattutto religiose, e dalla concelebrazione di mons. Marcuzzo e di una dozzina di sacerdoti. C’era anche la piacevole sorpresa della presenza una sessantina della Gioventù Francescana, accompagnati da quattro Cappuccini francesi e belgi.

Nella sua omelia mons. Adoukouno ha sviluppato una serie di belle riflessioni sulla frase che santa Chiara ha rivolto a una delle sue sorelle che la vegliava: “Non vedi, figlia mia, il Re della Gloria che io vedo?”.

“Noi viviamo in un tempo e uno spazio dove, attorno a noi – ha proseguito il vescovo – tutto parla di guerra e violenza, e il volto di Cristo, uomo dei dolori, è schernito e umiliato. Ed è proprio in questa situazione che noi siamo chiamati a testimoniare la gloria del Re e a trasformare il volto schernito del prossimo in un volto nuovo. In che modo?- si è domandato infine – facendo come santa Chiara, con la testimonianza della povertà radicale, dell’amore che arriva fino in fondo e restando sempre innestati su Gesù di Nazareth”.

La festa di quest’anno è stata caratterizzata da una situazione speciale: è stata l’ultima festa con questa comunità di clarisse ormai molto ridotta. L’anno prossimo la comunità sarà rinnovata grazie all’arrivo di otto clarisse messicane di Zacatecas. Le elezioni del nuovo consiglio e della abbadessa sono già state fatte Prima di arrivare a Nazareth, all’inizio di febbraio 2015, le suore faranno tappa al monastero di Nizza per impratichirsi col francese.

Il decesso di suor Joséphine (Nouhad Franjieh), “Un cedro del Libano”

La festa di santa Chiara è stata celebrata solennemente pur col pensiero rivolto a suor Joséphine che,ospite della “St Francis Home”, accanto al monastero delle clarisse si spegneva piano piano e attendeva serenamente “nostra sorella morte corporale”. In effetti è passata alla vita eterna il 14 agosto 2014, verso le 17, nei suoi 95 anni,di cui 74 di vita religiosa, alla presenza di tutte le Suore che recitavano, attorno a lei, i primi vespri della solennità della Assunzione. Alla notizia del suo decesso, molti che hanno conosciuto la sua grande fedeltà al lavoro nel monastero, hanno reagito spontaneamente esclamando: “E’ caduto un cedro del Libano!”.

Nouhad Franjieh, nata a Zgharta (Libano del Nord) in una famiglia di 9 figlie e 4 figli arrivò a Nazareth nel 1936. Entrò in noviziato nel 1938 e nel 1940 fece la sua prima professione religiosa come clarissa portinaia. Aveva un’altra sorella suor Isabelle, suora di san Giuseppe, che era stata a sua volta maestra delle novizie della provincia di Terra Santa.

Ella ha fatto in tempo a vivere in monastero con le suore che avevano conosciuto il beato Charles de Foucauld. Per ben 64 anni ha portato la responsabilità, molto delicata, critica e difficile, di tutte le molteplici relazioni esterne del monastero.

Ha tenuto i contatti coi numerosi visitatori e pellegrini di lingua francese e soprattutto, ha “incantato” molte generazioni di pellegrini parlando loro di Charles de Foucauld e della sua spiritualità di Nazareth di cui divenne infaticabile promotrice.

“Ci ha affascinati – hanno scritto dei pellegrini – con la sua parola calorosa e convinta, coi suoi occhi brillanti di vivacità, con un po’ di malizia e di umorismo, posava il suo sguardo pieno di dolcezza su ciascuno e su tutto l’uditorio. Ella era capace di entrare nei cuori dei pellegrini con la sua personalità forte, il sua carisma pieno di fede e la sua parola semplice e diretta”.

I funerali, presieduti da mons. Marcuzzo e concelebrati da mons. Adoukounou e una quindicina di sacerdoti, ebbero luogo il 16 agosto nella cappella delle clarisse piena di religiosi, religiose e fedeli. Ora riposa in pace nel cimitero del monastero.

Mons. Marcuzzo, nella sua omelia, ha parlato soprattutto della “intransigente fedeltà di suor Joséphine ai suoi compiti, del suo amore incondizionato per la Chiesa, della sua fede incrollabile, della sua forte personalità umana e religiosa, del suo attaccamento al beato Charles de Foucauld e della sua passione per la spiritualità di Nazareth”.

Nel giorno della festa di santa Chiara, il vescovo le aveva chiesto: “Qual è la preghiera che le piace ripetere più spesso al Signore in questa situazione?”. Sul suo letto di sofferenza, ancora piena di vitalità come fosse pronta per accogliere un gruppo di pellegrini, ha risposto con un gesto di abbandono al Signore: “La preghiera del nostro santo padre Francesco: sii lodato Signore per nostra sorella morte corporale”.

Ella ha chiesto espressamente che per i suoi funerali venissero intonati dei canti pasquali, la preghiera d’abbandono del beato Charles de Foucauld e dei canti alla santa Vergine.

(testo del nostro corrispondente in Galilea, Foto di A.K.)

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