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Pubblicato il 12 Set 2014 in News, Ordine del Santo Sepolcro, Progetti Ordine del Santo Sepolcro

«Amare e servire i cristiani di Terra Santa»

«Amare e servire i cristiani di Terra Santa»

CarolaHenriqueFouad-1024x685TERRA SANTA – Intervista a Carola ed Henrique Abreu, membri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e volontari presso il Patriarcato latino dal febbraio 2014. Tra una domanda e un’altra, la bella testimonianza di fede di una coppia impegnata nell’appassionante missione di servire la Chiesa Madre.

1) Quando e come siete arrivati in Terra Santa? Perché avete deciso di dedicare questo momento della vostra vita alla Chiesa locale? Qual è la vostra motivazione più profonda?

Ci siamo trasferiti a Gerusalemme nel febbraio 2014, accogliendo l’invito di Sua Beatitudine il Patriarca latino, mons. Fouad Twal e del vescovo, mons. William Shomali, di unirci al Patriarcato nella sua missione, che è di amare e di servire la chiesa Madre ed i cristiani della Terra Santa.

Abbiamo viaggiato molto in Terra Santa negli ultimi cinque anni, e dopo aver considerato profondamente quanto sia importante la missione della Chiesa cattolica in Medio Oriente, così come i suoi bisogni e sfide reali, abbiamo deciso di consacrare un paio di anni della nostra vita al volontariato al servizio della Chiesa e delle comunità cristiane. Il servizio agli altri e lo spirito di carità sono sempre stati la nostra principale motivazione. Per la natura del nostro lavoro, abbiamo dovuto cambiare più volte paese e adattarci a culture diverse, ma abbiamo sempre dedicato un po’ del nostro tempo al volontariato, proponendo il nostro aiuto alle istituzioni ed alle persone che hanno bisogno del nostro sostegno.

In questo momento di grande bisogno per la nostra Chiesa, abbiamo sentito un’importante vocazione spirituale, e abbiamo deciso di lasciare alle spalle il nostro paese, le nostre vite, le nostre famiglie, i nostri amici e i nostri beni, per la vera felicità, che per noi consiste nell’amare e servire la Chiesa e i nostri fratelli cristiani più poveri.
Question22) Qual è la vostra missione?

La nostra missione è di servire il Patriarcato latino di Gerusalemme e i suoi progetti per contribuire a soddisfare le esigenze della Terra Santa.

Nel 2014, la nostra missione si è organizzata intorno a tre aree principali:

a) Stiamo collaborando con il settore multimediale del Patriarcato, compresa la traduzione del sito web degli articoli e dei documenti in spagnolo e portoghese.

b) Quest’anno, siamo anche impegnati nei progetti nella parrocchia di Taybeh, in Palestina. Recentemente, abbiamo aiutato ad organizzare, con successo, il primo progetto: il «Campo estivo ecumenico», in cui entrambi abbiamo avuto il privilegio di sponsorizzare e di lavorare. Questo progetto ha direttamente beneficiato 264 bambini e 70 dirigenti (anche durante la guerra nella Striscia di Gaza). Erano tutti molto soddisfatti di queste quattro settimane intense dal punto di vista culturale, religioso, sportivo e ricreativo. Seguiamo ancora altri due progetti, per quest’anno: il restauro di un’antica casa tipica palestinese, una casa-museo (La Casa delle parabole) e il Centro Giovanile della parrocchia, di cui possono usufruire sia i pellegrini sia i parrocchiani. Oltre ai progetti, stiamo anche lavorando presso la casa degli anziani di Beit Afram, e la parrocchia con p. Aziz Halawe nelle attività consuete, come l’accoglienza dei gruppi di pellegrini che raggiungono Taybeh, condividendo con loro la storia del paese, la situazione cristiana in Palestina e l’importanza di aiutare le comunità bisognose.

Question2petitbc) Nel nostro tempo libero, cerchiamo di visitare le parrocchie che ancora non conosciamo, gli ospedali e le case per i bambini con disabilità, come quella delle Suore del Verbo Incarnato di Betlemme, e a Nablus quella delle suore di Madre Teresa di Calcutta.
3) In che modo la vostra missione riguarda l’Ordine del Santo Sepolcro?

Come Cavaliere e Dama dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, portiamo una grande missione e una grande responsabilità, ossia sostenere la Terra Santa. L’obiettivo principale dell’Ordine è in effetti servire, proteggere, mantenere e sostenere i progetti e le opere del Patriarcato latino di Gerusalemme e della comunità cristiana.

Abbiamo viaggiato attraverso la Giordania, Israele e Palestina, negli ultimi anni, e abbiamo avuto il privilegio di visitare molte parrocchie e scoprire il grande e spesso eroico lavoro dei nostri sacerdoti, che affrontano spesso molte difficoltà e sfide. Durante tutto questo periodo abbiamo avuto la gioia e la grazia di sostenere alcune iniziative a Kerak e ad Ader in Giordania e a Beit Sahour in Palestina.

La chiamata che abbiamo ricevuto da Dio è quello di lavorare in Terra Santa, con le nostre esperienze personali e professionali al servizio della Chiesa Madre.

Question44) La situazione nel paese è difficile e complicata. Come venire in aiuto dei cristiani in Terra Santa?

I cristiani di Terra Santa in quest’ultimo anno si trovano ad affrontare un periodo molto difficile: la guerra a Gaza, la terribile persecuzione dei nostri fratelli e sorelle in Iraq, Siria, e in molti altri luoghi. Noi crediamo che in un momento di così grande dolore, desolazione e disperazione, la cosa più importante è quello di mostrare che i cristiani non sono soli e che noi siamo qui per aiutarli, sostenerli, accompagnarli ed amarli.

Abbiamo iniziato una piccola raccolta di fondi privata ​​per sostenere le famiglie di Gaza nel nostro paese d’origine e, grazie a Dio, siamo stati in grado di ottenere degli aiuti. Continuiamo inoltre a visitare regolarmente l’ospedale di San Giuseppe a Gerusalemme, dove si trovano ancora ricoverati alcuni tra i feriti più gravi. La visita ai pazienti è di grande importanza, anche se appare molto semplice tendere una mano o offrire un abbraccio di affetto e di solidarietà a chi soffre in un letto d’ospedale.

Noi crediamo nella grande potere della preghiera e della fede. Questo è un momento in cui i cristiani di tutto il mondo devono unirsi in preghiera per la Terra Santa, in particolare per le vittime innocenti della guerra e della persecuzione. E oltre alla preghiera, è più che mai necessario che la comunità cristiana internazionale si unisca agli sforzi che la Chiesa Madre di Gerusalemme fa nell’aiutare il meno del 2% dei cristiani che vivono in Terra Santa, e nella ricostruzione sociale e umanitaria degli spazi abitativi e dei progetti educativi. Per rispondere a un unico obiettivo: vivere e sostenere la Chiesa nel paese in cui è nato il nostro Signore Gesù Cristo, vissuto, morto e risorto per noi.

Intervista a cura di Myriam Ambroselli

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