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Pubblicato il 15 Ott 2014 in Ordine del Santo Sepolcro, Progetti, Progetti Ordine del Santo Sepolcro

Lavori nella parrocchia di Irbid

Lavori nella parrocchia di Irbid


IrbidIRBID – Nel cuore della Giordania, la piccola parrocchia di Irbid si appresta a dare avvio ad una serie di lavori destinati a migliorare le infrastrutture già presenti. La ristrutturazione di due sale parrocchiali e della casa parrocchiale sono in programma in questa piccola parrocchia, dedicata a San Giorgio, nella città di Irbid, situata a 70 km a nord di Amman, alla stessa altezza di Nazareth, sul lato giordano.

 

 

 

 

Irbid è la città più popolosa del paese con poco più di un milione di abitanti, dopo Amman, la capitale dello stato hashemita, e Zarqa. Seconda per superficie, la città ospita diverse università e più scuole.

La parrocchia cattolica latina conta circa 150 famiglie. Un numero significativo che richiede più infrastrutture per sostenere il sano sviluppo delle attività di ognuno. Ci sono diversi gruppi di giovani, tra cui quello dei chierichetti, della Caritas, ed una scuola gestita dalle suore del Rosario. Ma anche ampie sale per il comitato parrocchiale o per i gli incontri destinati a riunire l’intera comunità. La parrocchia può contare su una grande chiesa costruita nel 1960, con l’aiuto dei Cavalieri del Santo Sepolcro della Luogotenenza di Montreal in Canada, ma anche sull’aiuto dei parrocchiani che hanno voluto ampliare il loro luogo di preghiera. Tutte le infrastrutture sono importanti per le famiglie che a Irbid sono colpite dalla disoccupazione e dalla povertà e che hanno quindi bisogno di ritrovarsi insieme per pensare dei progetti che vadano oltre la semplice dimensione pastorale ed educativa.

Irbid2Ospitata in un antico edificio, la canonica deve essere rinnovata per motivi di sicurezza e al fine di migliorare le infrastrutturre. Usata sia dal parroco sia dai fedeli durante le riunioni, la casa parrocchiale dovrebbe essere un luogo di facile accesso, adattato all’attività in corso. La completa ristrutturazione dell’edificio prevede, in particolare, la creazione di una nuova cucina, di due camere, di una sala da pranzo e di un salone. Il lavoro comprende anche la messa a punto del sistema elettrico e delle strutture per isolare la casa dal rumore, dalla calura estiva e dal freddo invernale o notturno.

Un nuovo aspetto deve essere dato alle sale parrocchiali che ospitano ogni settimana tante persone.

Un progetto vitale

Per il parroco attuale, don Ala’ Musharbash, questo progetto è un forte sostegno, anche perché il miglioramento delle condizioni di vita quotidiane è al servizio della parrocchia, della comunità cristiana. Negli ultimi mesi poi, si è aperto un nuovo campo di azione pastorale. Trovandosi molto vicino al confine con la Siria, la città – e quindi la parrocchia – affronta una forte immigrazione di profughi siriani. Tra questi, molti sono i cristiani. Materialmente, a volte è difficile accoglierli, tanta è la loro precarietà ed elevato il loro numero. Ma la parrocchia deve essere aperta a chi vuole cercare conforto nella preghiera e nel silenzio di una chiesa.

Questa è una ragione in più per portare a termine rapidamente i lavori, così che possano servire un elevato numero di persone, sia nel servizio alla diocesi, sia alle migliaia di profughi.

Pierre Loup de Raucourt