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Pubblicato il 20 Gen 2015 in Attualità dal mondo, Luogotenenze, Ordine del Santo Sepolcro, Politica e società

Dall’Europa al Medio Oriente, il faccia a faccia tra culture e religioni

Dall’Europa al Medio Oriente, il faccia a faccia tra culture e religioni

SAM_0339SARDEGNA – Il 17 febbraio a Stintino, in Italia, si è tenuta una conferenza interreligiosa dal titolo: “Dialogando, Religioni ed identità culturali a confronto”, con la partecipazione di diversi rappresentanti religiosi dall’Italia e dal Medio Oriente, di universitari e giornalisti. Mons. Shomali, vicario patriarcale latino per Gerusalemme e la Palestina, ha partecipato all’evento e ha ricordato come la Terra Santa sia, da secoli, un luogo di coesistenza tra musulmani e cristiani

Promuovere il dialogo per affrontare insieme le sfide di oggi. “Un incontro nello spirito del Vaticano II” ha sottolineato l’arcivescovo di Sassari mons. Paolo Atzei.

Mons. Zichi dell’Ufficio patrimonio culturale dell’Arcidiocesi, ha letto un messaggio del cardinale Tauran, del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso, sottolineando come “le differenze” possano contribuire a tessere dei “legami di amicizia tra i popoli”.

La conferenza si è aperta con le parole del sindaco Antonio Diana e si è conclusa con l’intervento di Mons William Shomali, che ha ricordato come la Terra Santa sia, da quattordici secoli, un luogo di coesistenza tra musulmani e cristiani. Il Vescovo ha anche menzionato i recenti avvenimenti drammatici di Parigi e le loro ripercussioni ai quattro angoli della terra, affermando che “in un mondo sempre più globalizzato” la libertà di espressione non può essere confusa con quella di offendere: “con riferimento a quanto successo a Parigi, penso che, senza mai giustificare la violenza e l’omicidio, anche gli autori delle caricature abbiano sbagliato”.

Condannare la violenza e il terrorismo facendosi promotori di rispetto reciproco. A questo riguardo il Vescovo ha sottolineato come il rispetto passi per piccoli dettagli della vita quotidiana come ad esempio non offrire cibi proibiti ai propri ospiti, oppure non fumare di fronte a un musulmano che osserva il Ramadan perché il fumo renderebbe vano il suo digiuno. A questo riguardo ha ricordato l’importanza capitale della conoscenza delle tradizioni religiose di ciascuno, l’ignoranza semina i pregiudizi e poi l’odio. Mons. Shomali ha sottolineato anche le differenze tra le diverse forme dell’Islam – moderato o fondamentalista – e il loro grado di apertura al dialogo.

Quanto alla Terra Santa, il Vescovo parla di “una esperienza positiva di coesistenza, in uno spirito di fraternità, di amicizia e di aiuto reciproco” basata sulla conoscenza reciproca della cultura dell’altro. In Europa, al contrario, il problema dell’integrazione dei giovani musulmani alimenta i fondamentalismi, ha aggiunto.

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Mons. Shomali in visita ai Cavalieri del Santo Sepolcro di Sardegna

Erano presenti per l’occasione il professor Khaled Allam, che insegna sociologia del mondo musulmano all’università di Trieste, l’ambasciatore iracheno presso la Santa Sede Habeeb Mohammed al Sadr, mons. Jihad Battah, vescovo ausiliare del Patriarca di Antiochia, lo Sheikh Ali Hassan, siriano alauita e lo Sheikh Ahmad Sadeq Naboulsi, libanese sciita. Sul versante italiano hanno onorato l’invito il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e il prefetto di Sassari Salvatore Mulas.

Sempre nella cornice degli attentati di Parigi e del dibattito sulla libertà di stampa, una parte della giornata è stata dedicata al ruolo dei media nel dialogo interreligioso con gli interventi di mons. Edmond Farhat, arcivescovo di Biblos in Libano e di giornalisti libanesi, siriani e armeni.

La conferenza è stata organizzata, tra gli altri, col sostegno della Luogotenenza di Sardegna, cui mons. Shomali ha reso visita il giorno seguente. Questo incontro coi Cavalieri e le Dame di Sassari è stato particolarmente caloroso. Il Vescovo li ha invitati a visitare la Terra Santa che resta un luogo sicuro per i pellegrini malgrado le brutte notizie che giungono da Gaza, dalla Siria e dall’Iraq.

Myriam Ambroselli

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