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Pubblicato il 23 Gen 2015 in Diocesi, Notizie dalle parrocchie

Visita pastorale del Patriarca Fouad Twal ad Acri

Visita pastorale del Patriarca Fouad Twal ad Acri

SB-Acre-article-300x225SAN GIOVANNI D’ACRI Il Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, prosegue instancabilmente il suo programma di visite pastorali nelle varie parrocchie del Patriarcato. Il 17 e 18 gennaio è stata la volta della parrocchia di San Francesco a San Giovanni d’Acri, località precedentemente conosciuta con il nome di Akre, la Tolemaide dell’epoca greco-romana, oggi chiamata Akka dagli arabi e Akko dagli ebrei.

Accoglienza e Santa Messa

Sabato 17 gennaio il Patriarca, accompagnato dal suo cancelliere, p. George Ayyub, è stato accolto nella zona di al-Fakhoura da mons. GiacintoBoulos Marcuzzo, Vescovo vicario in Israele, da p. Quirico Calella, OFM, parroco latino, da p. Andraos Bahhouth, melchita, da p. Nael Helou, maronita, dall’Archimandrita greco-ortodosso Philotheos, con i rispettivi consigli parrocchiali. Religiosi, religiose e fedeli della regione hanno inoltre partecipato all’accoglienza allietata dal suono delle fanfare degli scout ortodossi e del coro della Chiesa di San Giovanni.

Alla Messa, celebrata nell’antica e bella chiesa di San Giovanni (che ha dato il nome alla città), il parroco ha rivolto un caloroso benvenuto e il Patriarca ha inviato un messaggio molto forte di unità ecclesiale e interreligiosa. Durante la celebrazione sono stati battezzati quattro bambini, figli dei due fratelli Campagna, e durante l’offertorio i fedeli hanno presentato al Patriarca una generosa offerta per Gaza e per i rifugiati. Dopo la Messa i fedeli hanno potuto salutare il Patriarca e parlare liberamente con lui nella bella sala gotica sottostante la chiesa. Raymond AbuRahmon gli ha rivolto parole di benvenuto a nome della comunità.

Nel pomeriggio altri gruppi sono giunti per salutare e parlare con il Patriarca. Una delegazione dell’Ambasciata italiana, accompagnata dall’Ambasciatore Francesco Calò; rappresentanti della Polizia di San Giovanni d’Acri; una delegazione di musulmani accompagnata dallo Sceicco della famosa moschea di AlJazzar, Samir al-Assi, insieme al vicesindaco arabo musulmano di Acri, il sig. Adam Jamal. Tutto ha evidenziato la buona convivenza che regna ad Acri e ha dimostrato l’apprezzamento per il ruolo educativo e sociale della scuola “Terra Santa”.

Scuola, incontri e visita ai malati

Domenica mattina il Patriarca, dopo la firma di documenti ufficiali, ha dedicato del tempo per parlare con il parroco su delle importanti questioni di pastorale parrocchiale. Il Patriarca ha poi celebrato la Messa domenicale nella chiesa di San Francesco alla presenza dei docenti e degli impiegati della scuola “Santa Terra”. Poi tutti si sono riuniti nella biblioteca, dove il Patriarca ha dato loro una lezione su «il ruolo della scuola cristiana e le grandi sfide affrontate dalla società in Israele e il Medio Oriente». Tra l’altro, il Patriarca ha espresso al direttore p. P. Quirico, e a tutto il personale le sue congratulazioni per i buoni risultati accademici ed educativi della scuola.

La visita pastorale si è conclusa intorno a mezzogiorno con la visita ad un malato, Joseph Yacoub, la cui famiglia è originaria della tribù di Ozeizat, la stessa a cui appartiene la famiglia del Patriarca Twal. Quest’ultimo ha avuto la gioia di ritrovare i suoi cugini lontani attorniati da numerosi bambini. Durante la visita, il Patriarca ha incontrato anche le Suore di Santa Dorotea, arrivate nel febbraio dello scorso anno per aiutare il sacerdote nella scuola e nella parrocchia e per garantire un’apprezzata presenza religiosa femminile.

Acri è una città storica e biblica, che conserva tracce archeologiche risalenti a secoli prima della venuta di Cristo. Visitata da san Paolo, è presto divenuta sede episcopale. Durante il periodo crociato fu la residenza del re di Gerusalemme e del Patriarca latino di Gerusalemme. È per questo che la visita pastorale del Patriarca di Gerusalemme alla pur piccola comunità di Acri si riveste di un’importanza e di un sapore significativi.

Testo dal nostro corrispondente in Galilea. Foto di S.H. e G.A.

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