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Pubblicato il 27 Gen 2015 in Feste, Vita liturgica

Il Monte delle Beatitudini in festa

Il Monte delle Beatitudini in festa

mikeshehadeh-001-300x199MONTE DELLE BEATITUDINI – Domenica 25 gennaio 2015, in occasione della festa del Monte delle Beatitudini, una grande folla si è radunata per la Messa solenne attorno al Patriarca mons. Fouad Twal, in una giornata conviviale in cui famiglie, religiosi e religiose si sono incontrati e hanno goduto dell’arrivo prematuro della primavera.

Sole splendente. Genitori e figli, sacerdoti, religiosi, pellegrini e cristiani locali provenienti da tutta la Galilea e da tutto il paese, sono giunti numerosi su questa piccola “montagna” che si affaccia sul Lago di Tiberiade, di cui fa menzione il Vangelo e dove duemila anni fa una folla gremita giungeva per ascoltare Gesù. Domenica di nuovo, erano lì, come ai tempi di Gesù, in quel giardino in pendenza che sovrasta il Lago, cristiani cattolici, ortodossi, giovani e anziani.

La Messa è stata celebrata all’esterno da Sua Beatitudine il Patriarca mons. Fouad Twal. Con lui hanno concelebrato il suo vicario in Israele, mons. Marcuzzo, mons. Battish, vescovo emerito di Gerusalemme, e il vescovo maronita mons. El-Hage, insieme ad altri sacerdoti, latini, melchiti e maroniti, in uno spirito di ecumenismo fraterno all’apertura della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Nella sua omelia in lingua araba, il Patriarca ha ricordato come le Beatitudini costituiscono ormai una «sfida nell’andare controcorrente nel mondo in cui viviamo». «Chi ci crede più quando parliamo di gentilezza, di perdono, di povertà, dato che viviamo in un mondo di violenza, di potere e di denaro?».

Le Beatitudini, ha detto mons. Fouad Twal, sono «concentrata nella vita di Cristo» e «devono essere per noi un programma di vita». All’inizio della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, il Patriarca ha parlato anche di «ferita ancora spalancata, della nostra separazione, assai visibile anche in Terra Santa dove noi cristiani siamo così pochi».

Il Patriarca ha anche sottolineato la felice coincidenza che riunisce quest’anno l’anno della famiglia con quella della vita consacrata. Più che una coincidenza questo esprime una realtà importante, perché «la famiglia, anche lei, è chiamata a dedicarsi a Dio. La madre, il padre si consacrano e si danno ai loro figli. E davanti a Dio, siamo una sola famiglia». Ha ringraziato tutti i fedeli presenti, tra cui i fratelli e le sorelle di diverse congregazioni provenienti da tutta la diocesi per il loro impegno nel campo dell’istruzione, della sanità, dei servizi sociali etc. Inoltre non ha dimenticato di ringraziare le suore francescane per la loro calorosa accoglienza in questa giornata che è stata un po’ come una «festa di famiglia» e come «il primo giorno di primavera».

Myriam Ambroselli

Foto: abouna.org

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