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Pubblicato il 24 Feb 2015 in Approfondimenti, Informarsi

Gerusalemme nella Bibbia

Gerusalemme nella Bibbia

GERUSALEMME – In un corteo di luoghi geografici e in mezzo a una carta disegnata con la Bibbia, Gerusalemme è la città divenuta il centro del mondo. Se il nome della città tre volte santa è il cuore di infinite ricerche, articoli, convegni, che cosa ne dice davvero la Bibbia? Rassegna delle citazioni bibliche più significative.

Yerushalaim nell’Antico Testamento

Citata 660 volte nell’Antico Testamento, Gerusalemme è menzionata la prima volta nel libro di Giosuè al capitolo 10: “Adoni-Sedec, re di Gerusalemme, venne a sapere che Giosuè aveva conquistato Ai”. Prima di Giosuè, la Genesi fa una allusione a Gerusalemme chiamandola Salem: “Melchisedec re di Salem portò pane e vino” (Gen 14, 18), in questo modo, fin dal primo Libro, Gerusalemme prende posto nella lista dei nomi geografici. In seguito, la città si arricchirà di nomi, soprannomi, metafore lungo tutto l’Antico testamento: Monte Sion, Trono di Davide, città dei Gebusiti, Jebus, fortezza di Sion, ecc… E’ nel secondo libro di Samuele, capitolo 5, che Davide si insedia definitivamente attorno alla sorgente di Ghicon, “Davide si stabilì’ nella rocca e la chiamò Città di Davide”. Da questo momento la città acquista un’altra dimensione, cresce in importanza e potenza.

Senza necessariamente passare in rassegna tutte le 660 citazioni di Gerusalemme nell’Antico testamento, già questo numero notevole pone la città come elemento centrale del Libro. La Città è un personaggio a tutto tondo con le sue fragilità (Is 1,21) “Come mai la città fedele è diventata una prostituta?” e il suo fascino (Sal 136) “Se mi dimentico di te, Gerusalemme,si dimentichi di me la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo, se non innalzo Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia.” La si cita come fosse una persona proteggendola “Sulle tue mura Gerusalemme ho posto sentinelle” (Is 62). È questa città concreta, viva, umana, santa che diverrà in seguito il cuore della cristianità.

Gerusalemme nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento, Gerusalemme diventa lo scrigno della morte e della resurrezione di Cristo. Vi è citata 146 volte.

Le prime citazioni sono relative al natale di Gesù: proprio all’inizio del vangelo di Matteo (cap 2) quando il re Erode è turbato e “tutta Gerusalemme con lui”. Dal canto suo, Luca vi si riferisce – pur senza citarla – col racconto della apparizione dell’angelo a Zaccaria nel Tempio (Lc 1,5): il sacerdote offre l’incenso nel Tempio e il Tempio è a Gerusalemme. Nell’occasione Luca precisa l’epoca: “al tempo del re Erode”. E poi poco oltre, esplicitamente “Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore”(Lc 2, 22).Luca ricorderà ancora Gerusalemme in occasione del ritrovamento di Gesù dodicenne tra i dottori del Tempio: “trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.”(Lc 2,43). Luca è l’evangelista che di più cita la città.

Gerusalemme occupa un posto rilevante simboleggiando il rapporto tra Dio e il suo popolo. È la città che fa piangere Gesù (Lc 19) e conosce la collera di Cristo quando caccia i mercanti dal Tempio in occasione del suo ingresso in città la Domenica delle Palme.

Marco si riferisce a Gerusalemme soprattutto col racconto della Passione: la Cena, l’arresto, il giudizio davanti a Ponzio Pilato e poi la Crocifissione e la morte in croce di Gesù. Anche la prima apparizione del Risorto si svolge a Gerusalemme.

Tra le 146 citazioni sono presenti talvolta delle metafore: ad esempio Gesù in Matteo vi si riferisce: “non per Gerusalemme perché è la città del gran Re”(Mt 5,35). I riferimenti a Sion costituiscono il collegamento coi passaggi dell’Antico Testamento.

L’evangelista Giovanni menziona le visite di Gesù a Gerusalemme in occasione delle feste di pellegrinaggio: “Quando ormai si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare” (cap 7); quando guarisce un paralitico alla piscina di Bethesda: ” ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici” (cap 5) e un cieco alla piscina di Siloe: “và’ a lavarti nella piscina di Siloe” (cap 9).

Negli Atti degli Apostoli, Gerusalemme rappresenta l’inizio di tutto: è la Città che testimonia la Ascensione di Gesù al Cielo, la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, i primi annunci del Vangelo, il martirio di santo Stefano. Gerusalemme è centrale per i primi cristiani.

Infine, la citazione della Città terrestre si trasforma in quella della Gerusalemme Celeste, quella che i cristiani attendono e per la quale il modo sospira, quella che è la vera dimora di Dio come ci insegnano le Epistole. La Bibbia si apre con una descrizione del Giardino dell’Eden e si chiude con la speranza della Gerusalemme Celeste. In mezzo… la città stessa, casa di preghiera per le tre religioni abramitiche e luogo di tutte le passioni. È qui che tutto è cominciato con la missione degli Apostoli nel mondo intero ed è qui che ognuno aspira a ritornare.

Eva Maurer Morio