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Pubblicato il 26 Feb 2015 in Diocesi

Pastorale per i migranti: vantaggi e sfide

Pastorale per i migranti: vantaggi e sfide

ROMA – Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti ha recentemente pubblicato le conclusioni del VII Congresso mondiale tenutosi a Roma dal 17 al 21 novembre 2014. Questo documento evidenzia in particolare i numerosi vantaggi insiti nell’ospitare i rifugiati nelle diocesi. Aspetti positivi che si riscontrano anche nella diocesi di Gerusalemme, terra di accoglienza per molte migliaia di migranti.

Uno dei punti della conclusione dei lavori del Congresso afferma che «i vantaggi che i migranti possono procurare sono molto più grandi dei semplici fattori economici e giovano non solo al paese ospitante, ma anche al paese d’origine e, in alcuni casi, anche alle comunità di transito». Nella diocesi di Gerusalemme, in Giordania, Israele e Cipro, migliaia di migranti via via hanno riempito le chiese. Dall’Asia o dall’Africa orientale, molti sono i cristiani portatori di un patrimonio sociale e spirituale che trasmettono ai cristiani locali, spesso in occasione di celebrazioni comuni o di grandi raduni. Arrivano con i loro canti e preghiere, e con la loro gioia e le loro usanze.

Uno dei maggiori vantaggi è proprio questo reciproco arricchimento tra le diverse comunità di migranti e la comunità cristiana locale. È un arricchimento reciproco che fa da stimolo alla fede. In una Messa con i migranti un anno fa, mons. Twal, patriarca latino di Gerusalemme, così esortava i fedeli: «Riunitevi per condividere la ricchezza della vita religiosa, sociale e culturale l’uno dell’altro. Questo è importante per creare una unità autentica».

Pubblicando alcune raccomandazioni, i partecipanti al Congresso hanno sottolineato l’importanza di «lavorare insieme per creare un approccio comune e umano per i problemi e le difficoltà associate alla migrazione».

Si invitano anche le diocesi ad «intensificare la collaborazione tra la Chiesa di origine e la Chiesa che ospita» e garantire che «i programmi di formazione dei sacerdoti, dei religiosi e degli operatori pastorali tengano conto della dimensiona teologica e pastorale della migrazione».

Per queste raccomandazioni, la Chiesa è chiamata ad essere particolarmente vigile in ogni diocesi per ogni nuovo arrivato. La Chiesa è fatta per garantire la dignità degli uomini e delle donne che attraversano le frontiere e che spesso passano attraverso delle dure prove. Si tratta di una sfida per la Chiesa di Gerusalemme, che risponde già con l’energia e la forza della Pastorale per i Migranti, sotto la responsabilità di padre David Neuhaus. Ma un ulteriore aiuto è benvenuto perché c’è ancora tanto da fare.

Pierre Loup de Raucourt