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Pubblicato il 10 Mar 2015 in Diocesi, Feste, Vita liturgica

Il bastone-reliquia di santa Teresa d’Avila in «pellegrinaggio» in Terra Santa

Il bastone-reliquia di santa Teresa d’Avila in «pellegrinaggio» in Terra Santa

TERRA SANTA – Il bastone da passeggio di santa Teresa d’Avila, che la Chiesa considera una reliquia, è arrivato in Terra Santa ed è stato accolto e venerato, tra gli altri, dal Patriarca latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, il 19 febbraio a Gerusalemme, e dal vicario patriarcale per Israele, mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, il giorno successivo a Nazareth.

Questo pellegrinaggio rientra nei festeggiamenti dell’Anno Giubilare per santa Teresa d’Avila, nella ricorrenza dei 500 anni dalla sua nascita. Si tratta di una iniziativa globale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, o riformati o Teresiani, che ha avuto inizio il 15 ottobre 2014, giorno della festa di santa Teresa, e che si concluderà il 28 marzo del 2015, data della nascita di questa grande riformatrice. Questo pellegrinaggio ha toccato e toccherà una trentina di paesi tra cui Palestina e Israele.

In Terra Santa, il bastone-reliquia, arrivato il 18 febbraio e accompagnato da p. Enrique Castro, ocd, Delegato Superiore di Stella Maris e da p. Patrice Rakotoarrimama, ocd, ha girato per i monasteri e conventi di Carmelitani e Carmelitane e nelle parrocchie di Betlemme, Gerusalemme, Nazareth ed Haifa. Il pellegrinaggio in Terra Santa, che i carmelitani hanno chiamato «Percorso di Luce», ha toccato anche i luoghi santi di Muhraqa, Wadi Syah, Tabgha, Cesarea Marittima e si è concluso il 25 febbraio.

A Nazareth è stato mons. Marcuzzo ad ospitare il bastone-reliquia, accompagnato dai padri carmelitani e dal diacono fr. Sinisa, ofm. In tale occasione si è celebrata la Santa Messa presso l’altare maggiore della Basilica inferiore dell’Annunciazione di fronte a un centinaio di suore e fedeli.

Santa Teresa d’Avila, che il popolo chiama «la suora errante», aiutata da quel bastone, ha percorso centinaia di migliaia di chilometri, per lo più a piedi, per visitare una ventina di “fondazioni” nuove o per riformare monasteri antichi. Quindi si tratta di una reliquia certamente semplice, ma molto eloquente perché piena di numerosi ricordi e significati spirituali.

Testo dal nostro corrispondente in Galilea. Foto A.K.

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