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Pubblicato il 10 Mar 2015 in Attualità dal Medio Oriente, Attualità del Santo Padre, Chiesa

Le famiglie rifugiate in Giordania scrivono a papa Francesco

Le famiglie rifugiate in Giordania scrivono a papa Francesco

CITTÀ DEL VATICANO – Alcune famiglie di rifugiati hanno inviato da Naour in Giordania una lettera al Santo Padre. La lettera è stata consegnata al Papa dal parroco della parrocchia che le accoglie, p. Rifat Bader, che giovedì 5 marzo 2015 ha partecipato alla Messa a San Marta. Di seguito la traduzione della lettera in italiano.

Caro amato Santo Padre,

Noi cristiani iracheni, che adesso viviamo in Giordania, siamo stati costretti a migrare dalle nostre terre a causa del potere del male, del buio e della schiavitù, pur non avendo commesso alcun male che giustifichi il nostro esodo.

Il nostro unico errore è credere nel nome del Signore nostro Gesù il Salvatore e compiere buone opere d’amore e di pace per tutte le creature.

Siamo stati messi di fronte alla scelta di rinunciare alla nostra fede cristiana o essere uccisi. Abbiamo quindi dovuto abbandonare la nostra terra per il nostro Cristo, la nostra fede e i nostri principi.

Abbiamo scelto di andare lontano da casa pur amando il nostro paese, preferendo diventare stranieri in terra straniera, con tutto il dolore e la sofferenza che questo comporta, piuttosto che partecipare a questo male e a questa violenza disumana contro degli innocenti.

Abbiamo scelto di fuggire, lasciandosi alle spalle tutto ciò che era a noi caro, case, terreni, proprietà, per aderire al santo gregge di Cristo, per seguire con convinzione e gioia le tappe della Via Crucis insieme a Cristo crocifisso, per essere degni di essere tra le sue pecore, membri del suo santo gregge.

Santo Padre, sappiamo che la nostra fede oggi è più forte di prima. Non abbiamo paura di nulla, perché siamo convinti che Dio è con noi, e la Vergine Maria, Madre del Salvatore, ascolta le nostre preghiere e suppliche, e ci assiste nei problemi che affrontiamo ogni giorno.

Questo è in realtà ciò che sentiamo e ciò che viviamo ogni giorno. Ringraziamo sempre il Signore di poter essere uniti a Lui.

O Padre buono, semplice e umile, vi chiediamo di pregare e di agire per noi e per il nostro popolo colpito nel mondo arabo, per il perdono dei nostri peccati, e perché possa regnare la pace di Cristo. Per prima cosa vogliamo pregare per tutti coloro che sono la causa di tutti i mali e delle opere malvagie.

Vogliamo pregare per tutti coloro che hanno versato il sangue di tanti innocenti, osservando le leggi del male e delle tenebre.

O santissimo Padre, chiediamo la tua intercessione, in modo che possano pentirsi davanti al loro Creatore, in modo che possano diventare strumenti di pace e di amore, e non più strumenti nelle mani del Maligno, perché possano diventare veri figli di Dio.

Preghiamo il nostro amato Gesù, o Beatissimo Padre, che Egli vi dia la salute e la luce per poter continuare l’opera dei vostri predecessori, san Pietro e san Paolo, san Giovanni Paolo II e il resto dei Suoi discepoli.

Infine, in nome di Cristo, vi ringraziamo per il tempo di leggere la nostra umile lettera.

Chiediamo al Signore di darvi forza e coraggio per essere sempre al servizio dei poveri di tutto il mondo. Il Signore sia con voi ovunque andiate. Ringraziamo la Chiesa cattolica locale e la Caritas giordana per tutto il bene che hanno fatto per noi sin dalla nostra fuga.

Confraternita di Gesù – Famiglie irachene della parrocchia di Naour / Amman – Giordania

Jamil Elias Ayoub

Amer Elias Ayoub

Daoud Daoud Shabo

Fares Nafe’ Yacoub

Dia Abalhad Moussa

Selwan Adeeb Yacoub

Ma’an George Hanna

Zeid Ghazi Tuma

Feras Ghazi Tuma

Bachar Adeeb Yacoub

Ragheed Salem Matti

 

Fonte: abouna.org

Traduzione del Patriarcato latino di Gerusalemme