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Pubblicato il 16 Mar 2015 in Attualità dal Medio Oriente, Politica e società

Questua del Venerdì Santo per la Terra Santa: «un’urgenza»

Questua del Venerdì Santo per la Terra Santa: «un’urgenza»

CHIESA – Come è consuetudine ogni anno, il Venerdì Santo si terrà in tutte le chiese cattoliche una colletta per la Terra Santa. In questo momento particolarmente tragico per il Medio Oriente, la Chiesa invita i fedeli a dimostrare generosamente il loro sostegno alle comunità locali e il mantenimento dei Luoghi Santi. Mons. Shomali, vescovo ausiliare per Gerusalemme e la Palestina, sottolinea la particolare urgenza della questua 2015.

Recentemente, e sin dal suo viaggio in Terra Santa nel maggio 2014, papa Francesco ha moltiplicato i gesti e gli appelli a favore dei cristiani di questa regione del mondo, in cui «la sofferenza grida a Dio».

In una lettera ai vescovi di tutto il mondo, il prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il card. Leonardo Sandri, ha dipinto un quadro drammatico della situazione in Iraq e in Siria, dove il sangue non cessa di scorrere e dove vengono perseguitati e uccisi degli innocenti. Si contano a milioni i rifugiati iracheni e siriani. E migliaia di persone sono rifugiate in Terra Santa, in Giordania, accolti nelle parrocchie e nelle scuole del Patriarcato latino, producendo delle importanti e urgenti necessità per le diocesi e le sue istituzioni che li ospitano nel campo, tra cui la Caritas.

I proventi della questua, che si terrà in tutto il mondo, saranno destinati a Gerusalemme, Palestina e Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq.

Con questo gesto, la Chiesa vuole anche richiamare i cristiani di Terra Santa a resistere per quanto possibile, alla tentazione dell’emigrazione, e mostra loro come i fedeli di tutto il mondo siano sensibili alla loro situazione. Questa questua offre ai cristiani condizioni di vita più dignitose e mette loro nelle condizioni, grazie anche alla creazione di posti di lavoro, il restauro delle abitazioni e delle scuole. Nella sua lettera, il card. Leonardo Sandri sottolinea che la raccolta per la Terra Santa di quest’anno è più che mai una preziosa opportunità di diventare pellegrini della fede e di promuovere il dialogo attraverso la condivisione e la preghiera. «Il piccolo gregge di cristiani sparsi in tutto il Medio Oriente è chiamato, ha scritto, ad essere artefice di pace, di riconciliazione e di sviluppo, ed è chiamato a promuovere il dialogo e a costruire ponti, nello spirito delle Beatitudini». Il card. Sandri spera quindi che la questua riceva un generoso benvenuto da tutte le chiese locali per soddisfare le esigenze spirituali e materiali della vita ecclesiale in Terra Santa.

Tra i bisogni più urgenti di quest’anno, in cui la regione è immersa in un aumento di violenza inaudita e dove l’esistenza stessa dei cristiani in Medio Oriente è in pericolo. «L’urgenza deriva dal fatto che il Medio Oriente richiede un intervento senza precedenti, ha detto il vescovo Shomali, vicario patriarcale di Gerusalemme e Palestina, e che i bisogni sono più impellenti che mai, soprattutto per i profughi siriani e iracheni, per non parlare delle chiese, delle scuole e delle case distrutte. La domanda è: “essere o non essere” come avrebbe detto Shakespeare».

Myriam Ambroselli