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Pubblicato il 14 Apr 2015 in Feste, Vita liturgica

Divina Misericordia: «Dio non si stanca mai di aprire la porta del suo cuore»

Divina Misericordia: «Dio non si stanca mai di aprire la porta del suo cuore»

GERUSALEMME – In occasione della Domenica della Divina Misericordia, quest’anno il 12 aprile 2015, presso il Patriarcato latino di Gerusalemme è stata celebrata una Messa solenne da mons. William Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme. Ciò ha offerto al Vescovo l’opportunità di preparare i fedeli locali al Giubileo straordinario della Misericordia annunciato da papa Francesco.

Nonostante il maltempo, fedeli e religiosi sono accorsi numerosi per partecipare a questa cerimonia che ci riporta alla solenne chiusura dell’Ottava di Pasqua del 30 aprile 2000, giorno in cui si festeggiò la canonizzazione di santa Faustina e in cui papa Giovanni Paolo II instituì nella Chiesa la “Domenica della Divina Misericordia”.
La Messa è stata preceduta da un’ora di adorazione, con preghiere, meditazioni e la recita della Coroncina della Divina Misericordia.

Per i fedeli si è presentata l’occasione di prepararsi all’Anno Santo della Misericordia, annunciato da papa Francesco, che avrà inizio l’8 dicembre 2015, solennità dell’Immacolata Concezione, con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro e terminerà il 20 novembre 2016, in occasione della festa di Cristo Re.
Durante la sua omelia, il vescovo Shomali è tornato sull’annuncio del Giubileo straordinario della Misericordia e sulla bolla di indizione del “Misericordiae Vultus, pubblicata questa domenica dal Santo Padre, per i primi vespri della festa. «Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana è tutto intorno (…). Abbiamo ancora bisogno di contemplare il mistero della misericordia. Si tratta di una fonte di gioia, di serenità e di pace. È la condizione della nostra salvezza. La misericordia è l’atto ultimo e supremo con cui Dio ci viene incontro».
Mons. Shomali, facendo seguito a san Tommaso d’Aquino e a papa Francesco, ha ricordato come «la misericordia non è un segno di debolezza, ma è l’espressione dell’onnipotenza di Dio». Riferendosi ai sacerdoti e ai confessori, che sono «un vero segno della misericordia del Padre», il papa ha anche sottolineato: «Non dimentichiamo mai che essere confessore significa partecipare alla missione di Gesù per essere segno concreto di continuità dell’amore divino che perdona e salva». Mons. Shomali ha infine parlato ai fedeli dei “Missionari della Carità” che papa Francesco invierà in tutto il mondo nel corso di questo Anno Santo. «Dei sacerdoti – scrive il Pontefice nella Bolla – a cui ho dato l’autorità anche di perdonare i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, allo scopo di rendere esplicita la portata del loro mandato. Saranno soprattutto segno di come il Padre accoglie coloro che sono alla ricerca del Suo perdono».
Il vescovo ausiliare di Gerusalemme ha infine concluso, ancora una volta, riportando le parole del Papa: «Lasciamoci sorprendere da Dio. Egli non si stanca di aprire la porta del suo cuore per ripetere che Lui ci ama e vuole condividere la sua vita con noi. La Chiesa sente fortemente l’urgenza di annunciare la misericordia di Dio».
La Messa è stata animata con entusiasmo dal Coro “Magnificat” e concelebrata da numerosi sacerdoti. Le letture e i canti, a immagine dell’assemblea e del popolo di Dio, sono stati anche in diverse lingue. Al termine della celebrazione, una reliquia di santa Faustina è stata esposta alla venerazione dei fedeli presenti.
Myriam Ambroselli