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Pubblicato il 14 Apr 2015 in Chiesa

Il «Giubileo della Misericordia» annunciato dal Papa

Il «Giubileo della Misericordia» annunciato dal Papa

ROMA – Domenica 12 aprile 2015, la Chiesa ha celebrato l’Ottava di Pasqua, che papa Giovanni Paolo II ha trasformato in «Domenica della Divina Misericordia». In questa occasione, papa Francesco ha pubblicato la bolla che proclama il Giubileo della Misericordia per l’anno 2015-2016.

Nei primi Vespri della Domenica, celebrata nella notte di Sabato, presso la Porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma, il papa Francesco ha rilasciato la Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia. Questa Bolla mette in luce il significato dell’anno giubilare e le sue condizioni.

Perché un anno santo? «Solo perché la Chiesa in questo tempo di grandi cambiamenti è chiamata, ha detto il Santo Padre, ad offrire forti segni della presenza e della vicinanza di Dio».

Nella Bolla, il Papa scrive che «la credibilità della Chiesa passa attraverso l’amore misericordioso e la compassione. La chiesa “vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia”. Forse capita che a volte dimentichiamo di mostrare e di vivere la via della misericordia. […] è triste vedere come l’esperienza del perdono è sempre più rara nella nostra cultura. Anche la parola a volte sembra scomparire. È giunto il momento per la Chiesa di riscoprire la buona notizia del perdono».

Questo anno giubilare sarà inaugurato l’8 dicembre 2015, il giorno dell’Immacolata Concezione, e terminerà il 20 novembre 2016, un anno dopo, la Domenica di Cristo Re.

«Bisogno nella diocesi di toccare i cuori»

È consuetudine che un anno santo inizia con l’apertura della Porta Santa delle quattro basiliche maggiori di Roma. Per una maggiore comunione e per il Giubileo, che si celebrerà a livello locale, il Santo Padre ha chiesto che anche una porta si apra in ogni diocesi. In Terra Santa, è probabile che venga aperta più di una porta, oltre quella della Co-Cattedrale, nei principali luoghi santi, come Betlemme e Nazareth.

«Abbiamo bisogno di ricordare a noi stessi della misericordia di Dio – ha esortato mons. Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme -. Questo è un appello anche per i non cristiani, perché la misericordia è un tema comune agli ebrei, e ai musulmani che spesso evocano il Dio misericordioso».

Diverse attività specifiche saranno attuate nella diocesi per vivere questa misericordia, per acquisirla, e «per toccare i cuori e perché tutti possano guadagnare più pietà», secondo mons. Shomali.

Le attività non riguardano solo i cristiani locali, ma anche i numerosi pellegrini che si recano in Terra Santa e avranno l’opportunità di approfondire il mistero della misericordia di Dio nei luoghi della morte e risurrezione di Cristo.

Ci sono un paio di mesi per avviare e completare i preparativi di un anno che segna anche il cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Il papa Francesco apostrofa nella Bolla la chiesa intera perché venga ripreso il motto: «Questo è il momento di cambiare la vostra vita! Questo è il momento di lasciarsi toccare il cuore».

Pierre Loup de Raucourt