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Pubblicato il 16 Apr 2015 in Chiesa, Cultura

L’armeno Gregorio di Narek, Dottore della Chiesa

L’armeno Gregorio di Narek, Dottore della Chiesa

ROMA – Quest’anno, in occasione della celebrazione del centenario del genocidio armeno, papa Francesco ha proclamato, il 12 aprile 2015 a piazza San Pietro, san Gregorio di Narek Dottore della Chiesa. Ecco l’auge di questo grande santo e della sua opera.

Il 12 aprile 2015, durante la celebrazione in San Pietro in memoria del milione e mezzo di vittime del genocidio armeno, papa Francesco – come aveva annunciato il 21 febbraio 2015 – ha proclamato san Gregorio di Narek, 36° dottore della Chiesa. Nato nel X secolo, questo grande santo segna, con la sua importante attività nel «luminoso X secolo», un raro momento di pace per l’Armenia.
San Gregorio nasce in Armenia. Suo padre, vescovo, è autore di importanti Summe teologiche. Educato dallo zio presso il monastero di Narek, fu lì ordinato sacerdote nel 977. Viene nominato docente e comincia a scrivere, tra gli altri scritti, la sua opera principale: il Libro delle Lamentazioni.
220px-Grigor_Narekatsi_1Acclamato per il suo lavoro teologico, ma anche per le sue qualità poetiche, ha impresso nella poesia armena una tale autorevolezza da influenzare numerosi poeti e musicisti di tutti i tempi. Alcuni attribuiscono a lui il «Rinascimento armeno». Krikor Beledian, scrittore armeno nato in Libano nel 1945, descrive il suo Libro delle Lamentazioni come un «lungo dialogo, composto di novantacinque capitoli in prosa ritmica e verso libero, che è una summa di poetica e di teologia».

Al momento della proclamazione del santo a Dottore della Chiesa, il card. Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha ricordato i quattro punti principali della teologia del Santo armeno:
Il senso del peccato e dei limiti dell’uomo, incapace di parlare di Dio e con Dio, senza la meditazione del Verbo incarnato;
La riflessione dogmatica sul mistero della Santissima Trinità, in cui egli vedeva riflessa l’anima umana, ma anche un’analogia con le tre virtù teologali;
La difesa dell’efficacia soprannaturale dei sacramenti e il loro ruolo nella trasmissione e la mediazione della Chiesa, ribadendo l’importanza della grazia di Dio e la vita interiore;
La devozione alla Vergine Maria, la Panagia, «Colei che è solo santità», la «Tutta Santa» esaltando «l’invulnerabilità assoluta del Santo di fronte al peccato», oltre al suo ruolo di mediatore come un “ponte tra Dio e l’uomo”.

Riconosciuto santo della Chiesa armena (che lo festeggia il 9 ottobre), Gregorio di Narek è santo anche per i cattolici della Chiesa cattolica armena. La Chiesa latina lo ricorda il 27 febbraio. Dopo la sua morte, agli inizi dell’XI secolo, venne costruito un mausoleo, andato completamente distrutto durante il genocidio nel 1915. Ora è il secondo dottore, santo di una Chiesa orientale dopo sant’Efrem il Siro, elevato Dottore della Chiesa nel 1920 da papa Benedetto XV.
Eva Maurer Morio