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Pubblicato il 20 Apr 2015 in Approfondimenti, Politica e società, Pubblicazioni

Il massacro degli armeni: “intento genocida” della Turchia

Il massacro degli armeni: “intento genocida” della Turchia

ANALISI – Cento anni sono passati dalla morte di circa un milione e mezzo di armeni – per non parlare delle altre minoranze che hanno subito la stessa sorte – e il caso rimane una questione per la Turchia. Lo stesso papa Francesco non ha esitato a usare il termine del diritto internazionale “genocidio”, per descrivere il massacro, nonostante la reazione della Turchia. In un’intervista per Vatican Insider, Aram I, il Catholicos della Chiesa Apostolica Armena di Cilicia che vive in Libano, offre un’analisi dell’evento, esprimendo chiaramente la sua posizione chiara ma tranquilla.

«La reazione della Turchia alle parole di papa Francesco sul genocidio armeno tradisce il tentativo turco di nascondere e cancellare un massacro pianificato per il quale non vi è prova documentale conclusiva», precisa il Catholicos armeno nell’affrontare la reazione della Turchia ostile alle parole del Pontefice.

Secondo il Catholicos armeno e secondo gli studiosi, esistono «prove sufficienti» per dimostrare che questo «primo genocidio del XX secolo» – secondo le parole di Giovanni Paolo II, riprese domenica scorsa da papa Francesco – si sia verificato. Questa evidenza, continua il Primate, sono «prove storiche, documenti, testimoni oculari, conti personali dei diplomatici del tempo e scritti di storici che per la maggioranza non sono armeni. Hanno scritto, discusso, pubblicato e si sono pronunciati pubblicamente in relazione a questi tragici eventi e tutti parlano di genocidio».

Secondo la Turchia, il termine “genocidio” non può essere utilizzato per descrivere il massacro subito dagli armeni, perché questo termine di Diritto Internazionale è apparso solamente in 1948. Il Catholicos, consapevole di questo argomento, tuttavia, sottolinea: «Va bene, ho capito. Questo è stato nel 1948. Ma non è la parola importante, ma l’intenzione lo è: l’intenzione della Turchia di commettere un genocidio. L’intenzione di sterminare il popolo armeno, per cancellare dalla storia e dalle mappe il nome armeno e l’Armenia (…). Ci sono prove che indicano chiaramente che questo è accaduto contro il popolo armeno, che è stato un genocidio secondo il vero senso giuridico».

Il Catholicos non crede nell’argomentazione turca secondo cui le parole del Papa alimenterebbero le tensioni tra Islam e Cristianesimo. «… Hanno volutamente messo queste cose nel contesto sbagliato, discutibile e pericoloso. Dice lui. Te lo dico io il perché. Questo è successo contro gli armeni, il genocidio non è avvenuto perché gli Armeni erano cristiani. Questo era all’interno dell’ideologia pan-turca [1], erano la politica e i piani dei Giovani Turchi. Gli armeni erano un grosso ostacolo in termini di raggiungimento della loro politica pan-turca. Volevano mettere tutte le nazioni e i paesi di origine turca e di una cultura comune insieme sotto l’unico ombrello della Pan-Turchia. E gli armeni erano un ostacolo. Così hanno organizzato il crimine, il genocidio, per questo motivo. Così la religione non era un fattore. Ora usano la religione per giocare sulla sensibilità tra cristianesimo e islam. Questo non è accettabile».

La tragedia dei cristiani in Medio Oriente e le preoccupazioni l’unità visibile della Chiesa

Il Catholicos armeno alla fine dell’intervista, pronunciandosi sulla situazione di molti cristiani in Medio Oriente, parla del ruolo che i cristiani occidentali possono assumere nella tutela di questa minoranza rimasta, e il movimento ecumenico è particolarmente vicino al suo cuore. «Come Chiesa armena, fin dalla sua prima costituzione, siamo stati Chiesa di larghe vedute, Chiesa flessibile. Siamo una Chiesa che crede veramente nell’ecumenismo e nell’unità visibile della Chiesa (…). Ho parlato con lui [Papa Francesco] e gli ho detto che, per molte ragioni, le nostre Chiese, tutte le Chiese, in particolare le Chiese cattoliche e ortodosse erano molto istituzionalizzate. L’istituzione ha custodito la Chiesa pure congelando le sue frontiere. Abbiamo concluso dicendo che la Chiesa è essenzialmente la comunità di fede, ed è estremamente importante che prendiamo la Chiesa oltre le sue mura».

Traduzione e sintesi di Firas Abedrabbo

[1] Panturchismo e turchismo. Movimenti nati in seno all’ideologia nazionalista del XIX secolo che tentava di rafforzare i legami tra i popoli turchi, o addirittura aumentare la loro unione in un unico stato. Questo concetto è stato reso popolare da certe correnti come quella dei Giovani Turchi e in particolare di Enver Pasha.