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Pubblicato il 23 Apr 2015 in Notizie delle comunità religiose

Vita Consacrata: alzati e cammina

Vita Consacrata: alzati e cammina

GERUSALEMME – Alla presenza di S.E. mons. Josè Rodriguez Carballo, ofm, Segretario del dicastero romano per la Vita consacrata, nell’anno dedicato alla Vita consacrata, mercoledì 22 aprile è stata organizzata una giornata di riflessione per le religiose e i religiosi di Terra santa, presso il Pontificio Istituto Centro Notre Dame a Gerusalemme.

Religiosi e religiose, monaci e monache, persone consacrate, giovani e anziani si sono riuniti lo scorso mercoledì 22 aprile, per partecipare in gran numero a qualche ore di riflessione e meditazione sul tema: “La multiforme azione dello Spirito Santo nella Chiesa Madre di Gerusalemme”.

Il padre domenicano, Guy Tardivy, priore del convento di Santo Stefano, ha presentato il programma di quattro ore introducendo le persone che sarebbero intervenute.

Il primo intervento è stato quello di mons. William Shomali, vescovo ausiliare latino a Gerusalemme. Egli ha ricordato ai convenuti: “Il ruolo indispensabile e prezioso che svolgono le numerose congregazioni religiose presenti ovunque in Terra Sant riconoscendo in modo particolare il ruolo della Custodia di Terra Santa”. Secondo mons. Shomali: “quello che noi, Chiesa locale, ci aspettiamo da voi religiosi e religiose, è la stessa cosa che si aspetta voi la Chiesa universale: che siate fedeli ai vostri carismi e al Vangelo“. Cedendo la parola a mons. Carballo, egli stesso religioso francescano, per la riflessione sulla vocazione religiosa e le sue sfide di oggi, mons. Shomali ha voluto aggiungere alcuni auspici della Chiesa locale circa la vita consacrata in Terra Santa. Tra questi: “Lo studio delle lingue del paese: l’arabo e l’ebraico”.DSC_0012-300x199

Nel suo intervento, durato un’ora, mons. Carballo ha esaminato, con uno stile concreto e vivace, il senso e le sfide della vita consacrata oggi. “Il Vangelo innanzi tutto! Poiché prima ancora di essere francescani, salesiani ecc. noi siamo dei battezzati!” ha insistito il Segretario del dicastero romano per la vita consacrata. Quanto alla identità carismatica specifica di ciascuna famiglia religiosa o di vita consacrata, “essa è sempre un carisma in cammino e in relazione”, ha detto il vescovo mettendo in guardia dal pericolo di ripiegarsi su stessi e da quello della autoreferenzialità, con la scusa di preservare questa identità, separandosi dalla Chiesa.

Quando si parla della vita religiosa e del suo futuro, si può, secondo mons. Carballo, trovarsi di fronte a tre reazioni differenti, quella dei pessimisti, quella degli ottimisti e infine quella dei realisti. Gli ottimisti e i pessimisti usano le stesse parole (caos, notte buia e tramonto) con significato differente, per descrivere la situazione della vita consacrata oggigiorno, i realisti parlano piuttosto con lucidità di crisi e di discernimento. Questa crisi può essere una esperienza positiva di crescita, di decisione. Un momento in cui “prendere il toro per le corna”, secondo l’espressione del vescovo spagnolo. Essere realisti vuol dire anche, secondo mons. Carballo, evitare l’idealismo e l’utopia. L’ideale è importante, è come “la stella che ci guida”, ma guardare solo l’ideale restando lontani dalla realtà, rischia di produrre una “frustrazione perpetua“.

Tra i numerosi pericoli della vita consacrata oggi, mons. Carballo, ha messo in guardia da “una vita consacrata preoccupata più del numero che della fedeltà evangelica; più intenta alle opere in se che alla dimensione profetica che non dovrebbe mai mancare”. Egli ha pure sottolineato come uno dei più grandi peccati nella vita religiosa sia quello della “mediocrità”, quello di “una vita religiosa senza spiritualità e senza mistica”. Il contrario di ciò sarebbe secondo lui: “una vita consacrata che si percepisce in cammino, centrata nel Signore, e segno del trascendente, concentrata sugli elementi essenziali della propria identità: consacrazione, vita fraterna in comunità, missione e de-centrata, capace di andare nelle periferie”.

DSC_0017-300x199Il Segretario del dicastero romano ha concluso il suo intervento con la domanda: “La vita religiosa ha un futuro? Che ne pensate?”, gli astanti hanno risposto con un “Sì!” gioioso e unanime. Il Segretario ha concluso allora dicendo: “Si! La vita religiosa ha un futuro, ma non necessariamente tutte le forme di vita religiosa”. Questo è ciò che insegna la storia.

L’incontro è continuato con alcune testimonianze appassionate di religiosi e religiose di diversi carismi, tanto da far riecheggiare nei cuori le parole piene di speranza e e incoraggiamento con cui mons. Carballo ha concluso il suo intervento: “Vita Consacrata, alzati e cammina!”.

Una giornata simile è stata organizzata il giorno precedente, martedì 21 Aprile, a Nazaret con tutti i consacrati della Galilea, alla presenza ugualmente di P.Tardivy.

Firas Abedrabbo

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