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Pubblicato il 8 Mag 2015 in Chiesa, Sante Mariam e Marie Alphonsine, Slide, Vita spirituale

La Beata Madre Maria Alfonsina Daniel Ghattas: la sua vita e i suoi miracoli

La Beata Madre Maria Alfonsina Daniel Ghattas: la sua vita e i suoi miracoli

GERUSALEMME – Maggio 2015. La Chiesa si prepara a celebrare a breve la canonizzazione di Madre Maria-Alfonsina Ghattas e di Suor Maria di Gesù (Mariam Baouardi). Così Ella riconosce la autenticità della loro esperienza spirituale indicandole come modello e come sostegno per i fedeli. In qual modo la Chiesa riconosce la santità dei suoi figli? Ci sono due”prove” che dimostrano la santità di queste due religiose: innanzitutto la loro stessa vita (vita cristiana virtuosa) e poi le grazie particolari che Dio ha concesso a persone viventi, per intercessione di queste due figlie della Terra Santa. La Chiesa chiama “miracoli”

queste grazie particolari, si tratta di casi di guarigione non spiegabili scientificamente. Articolo circa la vita e i miracoli di Madre Maria-Alfonsina. Un prossimo articolo sarà dedicato a Mariam di Gesù Crocifisso.

Prima prova della santità di Madre Maria-Alfonsina Ghattas: la sua umiltà e la sua adesione a una vita evangelica.

È la prima tappa nel processo di canonizzazione. La Chiesa procede a una indagine sulla vita del candidato, per sapere se ha vissuto in modo eroico le virtù e i comandamenti del Signore così come ci sono consegnati dal Vangelo. Si esamina dunque la sua vita e si interrogano coloro che l’hanno conosciuto.

Madre Maria-Alfonsina è nata a Gerusalemme, il 4 ottobre 1843, in una famiglia cristiana molto devota. Suo padre si chiamava Daniel e sua madre Catherine. La famiglia Ghattas è originaria di Betlemme, ma diversi suoi membri avevano lasciato Betlemme per vivere in altre località della Palestina: Beit Jala, Beit Sahour e, appunto, Gerusalemme. Non si sa quando abbia avuto luogo questa dispersione.

È dunque a Gerusalemme che Maria-Alfonsina ha abitato con la sua famiglia. La mamma partecipava alla messa tutti i giorni. Suo padre, volentieri, tutte le sere, accoglieva in casa propria, amici e vicini per il Rosario davanti a una statua della Vergine Maria. Questa era una consuetudine diffusa presso molte famiglie cristiane di Gerusalemme.

Alla sua nascita, Maria-Alfonsina ricevette il nome di “Sultana” (in arabo: Regina) un nome collegato alla Vergine Regina. In occasione del battesimo, i suoi genitori hanno aggiunto a questo il nome di Maria.  Dopo anni di indomita opposizione da parte del padre, Sultana a 17 anni, ricevette nella sera del 30 giugno 1860 l’abito delle suore di san Giuseppe della Apparizione, sul Golgota, a Gerusalemme. Ricevette quel giorno stesso anche il nome religioso di Maria-Alfonsina che conserverà per tutta la vita.

Suor Maria-Alfonsina era ardente per la missione, per la azione apostolica, pur conservando una personalità calma, raccolta, posata e dignitosa. Ella era caratterizzata da una umiltà incredibile, evitava ogni occasione di apparire, preferiva il lavoro silenzioso, per piacere a Dio solo e non agli uomini.

A Betlemme ricevette le prime apparizioni della Santa Vergine che le comunicò dei messaggi importanti circa la fondazione di una congregazione locale, il cui nome sarebbe stato di Suore del Rosario, riservata a donne arabe. Queste apparizioni sono durate quattro anni, durante queste apparizioni la Vergine ha indicato alla veggente il sacerdote del Patriarcato latino, don Yousef Tannous, che diverrà in seguito il suo direttore spirituale e il fondatore visibile della congregazione, poiché l’umile serva di Dio preferiva rimanere nel nascondimento.

Dopo molte complicazioni, difficoltà e sofferenze, suor Maria-Alfonsina ottenne il permesso della Santa Sede per lasciare la congregazione delle Suore di san Giuseppe della Apparizione e unirsi, finalmente, alla nuova congregazione, nel 1880. Ricevette l’abito di Nostra Signora del Rosario nel 1883.

La Santa ebbe la cura di tenere nascosto il mistero delle apparizioni che aveva ricevuto. Nessuno ne conosceva l’esistenza eccetto il suo padre spirituale. Ella ha preferito il silenzio per tutta la sua vita di abnegazione. In tal modo il segreto è rimasto nascosto per ben 53 anni. È grazie alla saggezza del padre spirituale, don Tannous, che le aveva chiesto di scrivere ciò che aveva visto e udito nel corso delle apparizioni che le suore, dopo la morte di suor Maria-Alfonsina, hanno potuto conoscere la verità sulla fondazione della Congregazione.

Da un lato, gli ordini dati dalla Santa Vergine all’umile religiosa palestinese furono fermi e senza tentennamenti. D’altro canto, sembrava difficile alla suora voltare le spalle alla congregazione di San Giuseppe che ella amava e nella quale aveva vissuto di tutto cuore. Ma la sua fedeltà alla Vergine fu più grande di tutte le difficoltà e paure. Nulla poteva separarla dal suo amore: né la morte, né l’eventualità di essere accusata di tradimento. Poiché “l’Amore è più forte della morte”. Prese una decisione: “mi sono risoluta, per amore di Maria e per la sua venerazione, di obbedire alla sua voce e di sacrificare la mia vita nella Congregazione del Rosario, mettendo la mia fiducia nell’aiuto che mi darà mia Madre e credendo che Ella camminerà sempre con me sostenendomi”.

Come Religiosa del Rosario, suor Maria-Alfonsina, servì in numerose “missioni” (si chiamavano così le parrocchie del Patriarcato latino in fase di fondazione): Jaffa di Nazareth (dove, in modo miracoloso, con la corona del Rosario, salvò una bambina caduta in un pozzo ancora visibile oggi); Beit-Sahour, Salt, Nablus, Gerusalemme, Zababde, Betlemme e Ain Karim dove morì nel 1927.

Qualche giorno prima della sua morte, presentendo l’incontro col suo Amato e con la Sua Santa Madre, profittando di un incontro privato con la sua sorella di sangue e di vita religiosa, Madre Anna, le disse: “Dopo la mia morte, va dove ti indico, troverai dei quaderni scritti di mia mano. Prendili e dalli al Patriarca Barlassina”. Madre Anna trovò i due quaderni che contenevano i racconti delle apparizioni, sigillati con ceralacca. Li prese e li presentò a mons. Marcus, chiedendogli di informarne il Patriarca. Compì così, scrupolosamente, la volontà della sorella defunta.

Poiché non conosceva l’arabo, il Patriarca chiese a Madre Augustina di tradurgli queste pagine, ordinò poi di restituire i due manoscritti alla Madre Generale. Fu allora che tutta la verità sulla fondazione della Congregazione fu svelata alle suore, che furono colmate di stupore di fronte all’eroica umiltà della loro fondatrice sconosciuta.

Seconda prova di santità di Madre Maria-Alfonsina Ghattas: due miracoli compiuti dopo la sua morte.

Nella Chiesa cattolica, le autorità competenti esigono che ogni candidato alla beatificazione e, successivamente, alla canonizzazione, compia due miracoli dopo la morte. Per intercessione di Madre Maria-Alfonsina, due miracoli hanno effettivamente avuto luogo, uno per la beatificazione e uno per la canonizzazione.

  1. Il miracolo che ha preceduto la beatificazione nel 2009.

La storia comincia quando due religiose hanno vistato la famiglia di Nathalie Zananireh, una studentessa della loro scuola a Beit Hanina (periferia nord di Gerusalemme) per recitare il rosario, nel maggio 2003. Dopo la preghiera le religiose hanno lasciato alla famiglia un libro sulla vita della loro fondatrice, la serva di Dio madre Maria-Alfonsina.

La mamma di Nathalie ha letto il libro nei quattro giorni seguenti avvertendo in se stessa qualcosa di straordinario, soprattutto alla lettura dei miracoli successi durante la vita di Madre Maria-Alfonsina e delle apparizioni della Santa Vergine.

Nella stessa settimana, il 30 amggio 2003, la mamma di Nathalie era in casa a lavorare e riflettere sulle cose lette, quando improvvisamente ha avvertito una paura strana, come fosse imminente un disastro. Spesso ella era fuori casa per lavoro fino a tardi la sera, era giornalista. Ha dunque chiesto alla Vergine Maria di proteggere i suoi figli, soprattutto nelle ore della sua assenza, chiedendole di fare come faceva con Madre Maria-Alfonsina.

Un pomeriggio, con molta esitazione, la signora Zananireh decise di uscire per il lavoro. Mentre era al lavoro suo marito le telefonò per chiedere se Nathalie fosse vaccinata contro il tetano, si era infatti ferita in modo non grave. La mamma preoccupata telefona dopo mezz’ora, le risponde il figlio. “Dov’è tuo papà?”. Le risponde il figlio: “E’ andato a pulire la casa per quel che è successo…”.

miracle1-300x204Quel giorno, i vicini festeggiavano in giardino il compleanno della loro figlia, Nathalie era invitata. Dopo aver cantato, dice Nathalie: “sento che la terra si apre sotto i nostri piedi”. Tutti si presero gioco di lei cominciando a saltare sul suolo. Improvvisamente, la terra si aprì sotto i loro piedi rivelando una fossa profonda quattro metri e larga cinque. Undici ragazze caddero nella buca subito riempita dagli scarichi della fogna. Nathalie fu una delle ultime due a essere salvata, dopo essere rimasta tra i 5 e i 7 minuti dentro il liquame! “Credo fermamente che si è trattato di un miracolo!” disse la mamma al suo arrivo a casa, dopo aver visto il luogo dell’incidente e la fossa.

Raccontò poi alla sua famiglia ciò che alla mattina aveva chiesto alla Vergine per intercessione di Maria-Alfonsina. Collegava questo miracolo con quello fatto dalla santa a Jaffa di Nazareth, quando aveva salvato una bimbetta caduta in un pozzo. Proprio come aveva chiesto: che la Vergine facesse come faceva con suor Maria-Alfonsina.

  1. Il miracolo che ha preceduto la canonizzazione nel 2015

Il secondo miracolo ha avuto luogo a Cana, due giorni prima della beatificazione di Madre Maria-Alfonsina, nel 2009. Questo miracolo è successo a un cristiano di Galilea, il signor Emile Elias, nato il 27 maggio 1977. Elias è un ingegnere che lavora nella redazione delle carte stradali. Un giorno, in cantiere, volendo spostare uno strumento di lavoro che a sua insaputa era connesso con la corrente elettrica, fu colpito da una forza fra 30 e 40 mila Volt. Il colpo fortissimo è mortale fece cadere a terra Emile senza vita. I medici hanno certificato che , all’arrivo all’ospedale, il suo cuore era già fermo e il suo corpo pressoché blu, segno della morte. Restò due giorni in una specie di coma.

Elias non conosceva la storia di Maria-Alfonsina, ma imparò al suo risveglio, due giorni dopo, che molti suoi amici avevano pregato per lui chiedendo l’intercessione di colei che stava per essere beatificata! Era sfuggito a una morte certa, si rese conto che la sua guarigione era stata un vero miracolo, il suo caso era davvero disperato.

Madre Maria-Alfonsina,
prega per noi!

Firas Abedrabbo

Fonti:

– Siti cattolici ufficiali in arabo

-Archivi delle Suore del Rosario

-Lettera pastorale del Patriarca Fouad Twal per le canonizzazioni.