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Pubblicato il 26 Mag 2015 in Comunicati stampa, Diocesi, Scuole, Slide

Manifestazione senza precedenti delle Scuole Cristiane in Israele

Manifestazione senza precedenti delle Scuole Cristiane in Israele

COMUNICATO – L’Ufficio delle Scuole Cristiane in Israele organizza per il prossimo mercoledì 27 maggio, una manifestazione di grande rilievo davanti alla sede del Ministero dell’Educazione a Gerusalemme per protestare contro la politica discriminatoria del Governo israeliano nei confronti delle scuole cristiane del paese. Il documento qui riportato rivela un quadro inquietante e invita alla mobilitazione.

 Comunicato Stampa
Dell’Ufficio delle Scuole Cristiane
in Israele

 Manifestazione senza precedenti
delle Scuole Cristiane
a Gerusalemme

 Mercoledì 27 maggio, alle 11, da parte delle Scuole Cristiane in Israele, avrà luogo una manifestazione senza precedenti, nella piazza di fronte al palazzo Lev Ram a Gerusalemme (sede del Ministero dell’Educazione). Scopo della manifestazione è protestare contro le politiche discriminatorie del Ministero dell’educazione nei confronti delle nostre scuole.

Parteciperanno alla manifestazione autorità ecclesiastiche (vescovi, sacerdoti, religiosi e pastori) e famigliari degli alunni delle scuole cristiane del paese.

Le scuole cristiane in Israele accolgono più di 30 000 studenti, di cui circa la metà cristiani e gli altri non-cristiani. La maggior parte di queste scuole erano già attive prima della costituzione dello Stato di Israele. Esse sono state edificate e si sono sviluppate grazie a donazioni provenienti dall’estero. Hanno conferito, e continuano a farlo, alla comunità araba una educazione di qualità come dimostrato dai buoni risultati ottenuti. Questa educazione di qualità è del resto dimostrata dal numero delle scuole cristiane valutate tra le migliori dallo stesso Ministero dell’Educazione. Ottenendo risultati accademici elevati, le nostre scuole insegnano ai loro allievi la dottrina cristiana e li formano secondo i valori cristiani dell’amore per il prossimo, del perdono e della tolleranza.

Queste scuole appartengono alla categoria delle scuole “riconosciute ma non pubbliche” e ricevono un finanziamento parziale dal Ministero. Il resto dei costi è coperto dalla quota corrisposta dai genitori.

Da anni, il Ministero dell’Educazione tenta di ridurre il budget delle scuole cristiane (negli ultimi dieci anni il 45%), questo ha costretto le scuole cristiane ad aumentare il costo a carico delle famiglie il che costituisce un grosso peso, soprattutto per i genitori del settore arabo per i quali, come è noto, il reddito medio famigliare è sotto la media nazionale.

Per di più, l’anno scorso, il Ministero dell’Educazione ha pubblicato nuovi regolamenti per ridurre la possibilità da parte delle scuole cristiane di percepire somme da parte dei genitori.

Il combinato di questi due fattori: riduzione dei finanziamenti e blocco delle quote ammissibili a carico delle famiglie, costituisce una condanna a morte per queste scuole.

Un comitato nominato dall’Ufficio delle Scuole Cristiane in Israele, ha condotto delle trattative per otto mesi col Ministero e il Ministero ha proposto che le scuole divengano scuole pubbliche. Questa proposta è interpretata dai titolari delle scuole (chiese, monasteri…) come la fine della impresa educativa cristiana, basata sui valori cristiani, e un colpo gravissimo alla minoranza cristiana in Terra Santa. Alla luce di questi fatti, le scuole cristiane hanno interrotto i colloqui.

I proprietari di queste scuole del mondo intero, (Vaticano, Germania, Francia Scozia, Stati Uniti e altri ancora) sono consapevoli di questa crisi e la osservano con inquietudine crescente.

I manifestanti vogliono chiedere al Ministero dell’Educazione di sovvenzionare interamente le scuole cristiane, come del resto avviene per la altre reti di insegnamento, togliendo così dalle spalle delle famiglie il grosso peso del costo della scolarità.
Per ogni ulteriore informazione si può contattare padre Abdel Masih Fahim, Direttore dell’Ufficio delle Scuole Cristiane al 00972 50-5376481