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Pubblicato il 1 Giu 2015 in Attualità dal Medio Oriente, Politica e società, Slide

Al-Azhar si oppone al Salafismo integralista: «Il rinnovamento è approvato dall’Islam»

Al-Azhar si oppone al Salafismo integralista: «Il rinnovamento è approvato dall’Islam»

IL CAIRO – Nei giorni scorsi, molti siti di media arabi e alcuni siti internazionali hanno parlato della riunione che la prestigiosa moschea di Al-Azhar del Cairo ha ospitato, martedì 26 maggio 2015, per discutere tra studiosi e intellettuali musulmani di una possibile pubblicazione di un documento sul «Rinnovamento del discorso religioso» musulmano.

È in questo centro dell’Islam sunnita che i dottori di diritto musulmano si sono incontrati con altri intellettuali, pensatori e persino artisti e scrittori musulmani, uomini e donne, per discutere – ogni martedì durante le settimane che precedono il Ramadan – sui concetti base di un documento che intendono pubblicare sui «meccanismi e criteri per rinnovare il pensiero religioso», e sui «modi per proteggere la società dal pensiero fanatico e le tendenze alla dissoluzione che minacciano oggigiorno la stabilità e la sicurezza della società». Secondo i partecipanti, nell’Islam il rinnovamento è approvato, poiché c’è un Hadith [1] di Mohammad in cui si dice: «Dio manderà ogni cento anni a questa comunità (musulmana) colui che rinnoverà la sua religione».

Molti gruppi terroristici, diffusi in questi giorni quasi ovunque, danno negli ultimi anni un’immagine offuscata dell’Islam in tutto il mondo. Una chiamata a un tale “revival” merita di essere lodato, soprattutto perché si tratta di un tentativo di aumentare le voci di coloro che credono in un Islam moderato. Tuttavia sarà giusto aspettare la pubblicazione di questo documento, nella sua forma definitiva, per essere in grado di discutere e valutare il suo contenuto, finora ignorato, e quindi considerare come tale documento potrebbe essere applicato nel mondo islamico così grande e variegato, dove non esiste una vera autorità centrale, per non parlare della scissione quasi incolmabile tra sunniti e sciiti, che l’Al-Azhar sunnita non rappresenta.
Secondo il sito ufficiale arabo di Al’ Jazeera, il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, ha dovuto dire: «Nonostante il rumore che ne è conseguito, il rinnovamento del pensiero e del discorso religioso non ha suscitato una grande mobilitazione a livello mediatico, culturale, educativo e religioso. Il nostro incontro fra uomini colti presso l’Al-Azhar oggi fa parte del nostro desiderio di ascoltare e di chiedere consiglio riguardo a ciò che potremmo offrire in Egitto e nel mondo musulmano».

Il canale del Qatar – noto per il suo costante sostegno alle idee e ai movimenti fanatici islamisti – ha poi ricordato il discorso che il presidente egiziano Sissi ha pronunciato a gennaio, in occasione della festa della nascita di Maometto. In quel discorso, il presidente egiziano ha chiesto «una rivoluzione religiosa per sbarazzarsi delle idee e dei testi sacralizzati nel corso dei secoli, ma che inquietano oggi il mondo intero».

Questa non è però la prima volta che un Imam di Al-Azhar (che è nominato dal Presidente della Repubblica d’Egitto), chiede il rinnovamento del discorso religioso. Già nel 2003, l’Imam Mohammad Sayyed Tantawi, ha parlato del «rinnovamento del discorso senza distruggere le verità immutabili», nel corso di una conferenza organizzata a suo tempo dal Consiglio Superiore per gli Affari Islamici, ad Al Cairo.

È anche bene ricordare che, una volta nominato, l’Imam di Al-Azhar può fare ciò che vuole, e esprimere la fatwa (il parere religioso) che vuole.

Firas Abedrabbo

[1] È una comunicazione orale del profeta dell’Islam Maometto e, per estensione, una collezione che comprende tutte le tradizioni relative alle parole e alle azioni di Maometto e dei suoi compagni, considerati come principi di governo personale e di comunità per i musulmani, e viene generalmente indicata come la “tradizione del Profeta”. Gli hadith sarebbero stati riportati da quasi 50.000 compagni.