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Pubblicato il 1 Giu 2015 in Diocesi, Notizie della diocesi

Ministeri alla Domus Galilaeae

Ministeri alla Domus Galilaeae

GALILEA – Un evento vissuto in gioia e nella grazia della storica canonizzazione delle due sante palestinesi. Ecco come si può riassumere la celebrazione eucaristica di martedì 26 maggio presso la Chiesa della Domus Galilaeae, presieduta da mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo.

È stato durante questa celebrazione che un seminarista spagnolo, Miguel Pérez Jiménez, ha ricevuto il ministero del Lettorato, e altri due, il colombiano Juan Manuel Lopez Silva, e l’italiano Matteo Piragnolo, di Padova, hanno ricevuto il ministero dell’Accolitato. I primi due sono seminaristi presso il Redemptoris Mater in Galilea per diventare sacerdoti diocesani e missionari del Patriarcato latino di Gerusalemme. Il terzo viene dal Seminario Redemptoris Mater di Lezha (Albania) e ha trascorso un anno in Galilea per completare i suoi studi teologici.

All’inizio della celebrazione, p. Francesco Giosuè Voltaggio, Rettore del Seminario, ha presentato l’assemblea, composta da sacerdoti, religiosi, dalle famiglie dei seminaristi e dai catechisti responsabili del Cammino Neocatecumenale in Terra Santa, i fratelli delle comunità neocatecumenali locali in seno alle quali i seminaristi stanno compiendo il loro Cammino (originari di Me’elia, Jaffa e Nazareth e ‘Ailaboun), la comunità della Domus Galilaeae, la Domus Mamre (Gerusalemme) e il seminario.

Le letture del giorno erano molto appropriate per l’occasione. Nella prima lettura dal Libro del Siracide, il Saggio dice: Dai all’Altissimo come lui ti dà, e, senza guardare, in base alle proprie risorse, perché il Signore è quello che paga di nuovo; farà sette volte di più di quello che hai dato. Sono anche le parole di Cristo che risuonavano nella Chiesa, dal Vangelo di san Marco: In verità vi dico: Nessuno ha lasciato, per causa mia e del vangelo, casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi senza che riceva in quel momento già cento volte: case, fratelli, sorelle, madri, figli e campi, insieme a persecuzioni; e nel mondo a venire, la vita eterna. Queste sono parole incoraggianti per questi ragazzi che hanno lasciato, i progetti di casa, la famiglia e la vita, trasportati dal “vento” dello Spirito Santo, sentendo la chiamata di Gesù Cristo a seguirlo perché si sono messi a completa disposizione per diventare sacerdoti al servizio della Nuova Evangelizzazione.

Nella sua omelia, mons. Marcuzzo innanzitutto ha sottolineato l’importanza della verità e della sincerità nella vita cristiana per lottare contro la tentazione, a cui siamo sottoposti ogni giorno, che ci fanno vivere nella superficialità e nelle apparenze. Poi, prendendo il Vangelo del giorno, ha sottolineato la bellezza di lasciare tutto per il Re del cielo e Gesù Cristo, rimarcando che si tratta di un percorso progressivo che anche gli Apostoli hanno dovuto intraprendere. Il ricordo del giorno dedicato a san Filippo Neri è stata l’occasione – nel terzo punto della sua omelia – per vedere come il “Santo della gioia” si era lui stesso soprannominato: “il menestrello di Dio”. «Il suo esempio, ha osservato il vescovo Marcuzzo, si concentra su una caratteristica essenziale a cui siamo chiamati: la gioia di essere cristiani». Infine, mons. Marcuzzo ha ricordato le due recenti canonizzazioni delle sante palestinesi, Myriam Baouardy e Marie Alphonsine Danil Ghattas, un evento storico per la Chiesa in Terra Santa. Il Vescovo ha portato l’attenzione sulla debolezza di queste due sante che il Signore ha usato per farne una forza dalla quale ha espresso tante meraviglie. Egli ha esortato l’Assemblea a conoscere la vita dei santi. In conclusione, ha ricordato a tutti, ognuno nella sua vocazione, che ciascuno è chiamato ad essere santo: la prima vocazione del cristiano è la chiamata alla santità.

La celebrazione è stata seguita da un pasto conviviale durante il quale sono stati cantati canti di gioia e di lode per i tre seminaristi.

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