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Pubblicato il 4 Giu 2015 in Feste, Patriarca, Slide, Vita liturgica

Il Corpus Domini al Santo Sepolcro: Manna Celeste per il nostro deserto!

Il Corpus Domini al Santo Sepolcro: Manna Celeste per il nostro deserto!

GERUSALEMME – È oggi, giovedì 4 giugno, che il Patriarca latino, coi suoi sacerdoti e i francescani della Custodia di Terra Santa, ha celebrato la Festa del Corpus Domini nella Basilica del Santo Sepolcro.

Alle 8 e 30 i seminaristi di Beit Jala erano già pronti al patriarcato per accompagnare, coi francescani, il Patriarca alla Chiesa della Resurrezione per la mattina di preghiera.

Ogni anno, il giovedì che segue la domenica della SS. Trinità, la Chiesa celebra il sacramento che commemora il Sacrificio col quale Gesù Cristo, Figlio di Dio ha donato la redenzione agli uomini. La Chiesa celebra la Nuova ed Eterna Alleanza stipulata dal Sangue di Cristo crocifisso, morto e risorto – Hic – a Gerusalemme.

Davanti alla tomba di Cristo, a qualche passo dal luogo dove si è offerto in sacrificio per il mondo, il Golgota, molti sacerdoti, seminaristi, religiosi, religiose e fedeli laici, locali e stranieri, hanno partecipato alla Messa presieduta dal Patriarca Twal.

Nella sua omelia in italiano, mons. Twal ha ricordato l’immagine classica ricavata dalla Bibbia e utilizzata dai Padri e Dottori della Chiesa, che ha visto nella Manna discesa sul popolo in cammino nel deserto una “prefigurazione” della vera “Manna Celeste” che è il Corpo di Cristo stesso. “Anche noi, in questo pellegrinaggio terreno a Gerusalemme e a partire da Gerusalemme, siamo protesi verso la Patria celeste e siamo nutriti ogni giorno di questo Pane celeste, che è la Santa Comunione”, ha spiegato il Patriarca. “Ogni cammino, non sarà mai privo di insidie, di difficoltà e di incomprensione. Ma chi si mantiene fedele, nutrito da questa «manna del cielo» (Dt 8,16), giungerà alla meta tanto desiderata. Il Patriarca ha poi ricordato che: “Il nostro cammino e la nostra missione in Terra santa e in Tutto il Medio Oriente, sono ora più difficili che mai”.

Alla fine della Messa tutti sono stati invitati a portare dei ceri per la processione attorno alla Edicola della Tomba, seguendo il Patriarca che, emozionato, recava il Santissimo.

Infine tutti hanno potuto adorare il Santissimo e ricevere la triplice benedizione: davanti alla Tomba, davanti all’altare della Apparizione e da ultimo nella Cappella del Santissimo.

Festeggiare il Corpo di Cristo proprio là dove fu inchiodato sulla croce, deposto nel sepolcro e risorto il terzo giorno, è certamente una grazia unica per gli abitanti di Gerusalemme e i pellegrini nella Terra di Gesù.

Firas Abedrabbo

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