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Pubblicato il 19 Giu 2015 in Chiesa, Slide, Voce del Santo Padre

Laudato si’, per “la cura della casa comune”

Laudato si’, per “la cura della casa comune”

ROMA – Il 18 giugno 2015, Papa Francesco ha presentato ufficialmente la sua nuova enciclica dal titolo “Laudato si'”. In essa si tratta dell’ecologia, della custodia della terra e della vita. E’ questa la prima enciclica redatta per intero dal Papa. La Lumen Fidei, del 2013, era stata in gran parte scritta da Benedetto XVI.

Il nome dell’enciclica la dice lunga: “Laudato si'” dal celebre cantico delle creature di san Francesco d’Assisi, nome scelto dal papa attuale il giorno della sua elezione. In esso il santo di Assisi parla degli elementi della Creazione quali fratelli e sorelle.

Dalla sua elezione, papa Francesco non ha mai nascosto la sua preoccupazione per il pianeta. Parlando della “casa comune”, parla della terra come di una “sorella” e una “madre”. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei”, esclama nell’introduzione.

Rivolgendosi a tutti, non solo ai cattolici, il Papa pone una domanda: Che tipo di mondo desideriamo trasmet­tere a coloro che verranno dopo di noi? Ecco perchè l’enciclica non è dedicata solamente all’ecologia e al rispetto del pianeta ma propone di vivere una “conversione ecologica”, che implichi una difesa dell’uomo e del carattere sacro della sua vita. Il Papa ne aveva già parlato nella Evamgelii gaudium: “Una ecologia integrale implica di consacrare un poco di tempo per ritrovare una armonia serena con il creato, a riflettere sul nostro stile di vita e sui nostri ideali”.

Dalla analisi alle soluzioni

 Con un lungo e strutturato discorso, il Papa fa dapprima un lavoro di costatazione. In esso denuncia la cultura dello scarto si dispiace a osservare che: molti sforzi per cercare soluzioni concre­te alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinte­resse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche”.

Con una riflessione che egli stesso giudica “gioiosa e drammatica”, il Papa espone diversi pensieri legati alla qualità della vita nelle città, all’accoglienza dei più poveri, all’aiuto vicendevole. Torna sull’idea di bene comune, idea che spinge ad occuparsi dei più poveri: Nelle condizioni attuali della società mon­diale, dove si riscontrano tante inequità e sono sempre più numerose le persone che vengono scartate, private dei diritti umani fondamentali, il principio del bene comune si trasforma immediatamente, come logica e ineludibile conseguen­za, in un appello alla solidarietà e in una opzione preferenziale per i più poveri”.

Invitando semplicemente a “puntare a un altro stile di vita“, papa Francesco conclude con alcune semplici parole:Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza”.

Il documento è disponibile in molte lingue sul sito del Vaticano.

Pierre Loup de Raucourt