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Pubblicato il 30 Giu 2015 in Attualità locale, Diocesi, Discorsi e interviste FT, Patriarca, Politica e società, Slide

Il Ministro degli Esteri italiano in visita al Patriarcato Latino

Il Ministro degli Esteri italiano in visita al Patriarcato Latino

GERUSALEMME – Sua Beatitudine il Patriarca Latino di Gerusalemme ha accolto, il 29 giugno 2015, il Ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, accompagnato dal Console Generale italiano, Davide La Cecilia e da una importante delegazione italiana.

Da parte palestinese erano presenti l’Ambasciatore di Palestina presso la Santa Sede, Issa Qassieh, il ministro del Turismo, signora Rula Ma’aya, e il sindaco di Betlemme, signora Vera Baboun.

Nel salone dei ricevimenti del Patriarcato era presente una delegazione di ecclesiastici, tra i quali il vicario patriarcale a Gerusalemme e Palestina, mons. William Shomali, il Vicario Patriarcale in Israele, mons. Boulos Marcuzzo, il Delegato Apostolico mons. Giuseppe Lazzarotto, oltre a un certo numero di sacerdoti del Patriarcato e sacerdoti e religiosi italiani o di altre nazioni al servizio della Terra di Gesù.

L’incontro ufficiale è cominciato con un incontro privato tra il Patriarca e il Ministro, in carica da meno di un anno. Dopo di che, tutti sono stati invitati a condividere un pranzo in amicizia nella sala da pranzo del Patriarcato, durante il quale ha avuto luogo uno scambio di discorsi e e di doni.

Da parte sua, mons. Twal ha porto il benvenuto agli ospiti di Gerusalemme che hanno voluto fermarsi al Patriarcato Latino: “La vostra presenza oggi sigilla i numerosi contatti e la nostra vicinanza con l’Italia attraverso le autorità civili, religiose e anche grazie al Consolato Generale presente qui in città. La presenza di alcune autorità palestinesi vuole significare anche la buona cooperazione che si è costruita tra di noi lungo gli anni “.

Il Patriarca ha poi presentato al Ministro una icona: “a nome della comunità cristiana di Terra Santa – si tratta di una immagine della Santa Vergine che, invece che recare Gesù, porta “la città di Gerusalemme con tutti i suoi abitanti, la loro ansia e le loro paure, così come il loro desiderio di pace e di giustizia. Ella reca anche la speranza di una eventuale soluzione per una pace durevole e una giustizia vera e fraterna”.

Da parte sua, il Ministro degli Esteri italiani ha tenuto un breve discorso col quale, prima di esprimere la sua speranza di arrivare a trovare la pace, ha ricordato il suo incontro col Patriarca Twal, due anni fa a Firenze. Ha poi ricordato l’importanza della presenza cristiana a Gerusalemme e in Medio Oriente, e il sostegno dato dal suo governo ai cristiani di qui, soprattutto a coloro che sono abbandonati o perseguitati. Ha poi sottolineato il suo dispiacere e quello del suo paese, alla notizia dell’incendio criminale a Tabgha qualche giorno fa.

Una visita importante soprattutto in questi giorni, in cui i cristiani di Terra Santa sono sconcertati dai recenti attacchi a luoghi santi, e dalla successiva diffusione di lettere di minaccia contro i cristiani di Gerusalemme, a firma dell’ISIS, ma la cui era origine non è ancora chiarita.

Firas Abedrabbo

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