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Pubblicato il 10 Lug 2015 in Comunicati stampa, Pubblicazioni, Slide

Dichiarazione 2015 dei vescovi della CELRA

Dichiarazione 2015 dei vescovi della CELRA

Dichiarazione dei vescovi della Conferenza Episcopale dei Vescovi Latini delle Regioni Arabe (CELRA)

La nostra sessantacinquesima riunione si è tenuta al Convento Francescano di Santa Croce a Nicosia (Cipro) dal 6 al 9 luglio 2015, con la partecipazione di vescovi provenienti dalla Penisola Araba, la Siria, l’Iraq, il Libano, la Giordania, la Palestina, Israele, Cipro, Gibuti e Somalia. Abbiamo incontrato i capi religiosi cristiani e Mussulmani presso l’arcivescovado Maronita e risentito uno spirito ecumenico fra le diverse chiese cristiane. Abbiamo compiuto un pellegrinaggio alla Tomba di San Barnaba, apostolo di Cipro, e pregato per un miglioramento nelle relazioni fra la parte turca e la parte greca.  Abbiamo reso visita all’arcivescovo Ortodosso S.B. Crisostomo III. Quest’atmosfera positiva fu rattristata dalla notizia del rapimento di un frate francescano, padre Dia Aziz, parroco di yacoubie in Siria. Abbiamo pregato per la sua liberazione nonché degli 4 altri sacerdoti e 2 vescovi rapiti in Siria.

Dopo un ricco scambio sulla situazione pastorale nei nostri rispettivi paesi, abbiamo studiato i quattro temi proposti dal programma: la vita consacrata, il futuro delle comunità cristiane in Medio Oriente, la famiglia e il Giubileo della misericordia.

  1. Vita consacrata: le congregazioni religiose, le comunità nuove e i movimenti di chiesa, presenti nelle nostre diocesi, fanno un lavoro molto apprezzato, mettendo il loro carisma evangelico, fatto di preghiera, carità e comunione, al servizio delle nostre chiese. Salutando le comunità che continuano ad operare per la pace e la riconciliazione in zone di conflitto, chiediamo a tutte le comunità religiose, in vista di prestare un miglior servizio, di imparare meglio la lingua, entrare nella cultura dei popoli che vogliono servire e inserirsi con amore nella pastorale locale.
  2. Il futuro delle comunità cristiane: Noi, vescovi, partecipiamo alle sofferenze dei nostri popoli nelle zone, dove prevale una grande instabilità politica. Più di un anno è già passato dopo la guerra di Gaza e la caduta di Mossoul e cinque mesi della guerra, dichiarata dalla Coalizione Araba nello Yemen, senza intravedere uno spiraglio di speranza. Nonostante la situazione disperata delle nostre comunità in Siria e Iraq ribadiamo che il nostro futuro dipende dalla qualità della nostra fede e dalla nostra certezza che il dialogo inter religioso potrà aiutare a una convivenza migliore con i nostri fratelli mussulmani perché esistono numerose persone di buona volontà che rifiutano il radicalismo e l’intolleranza e rispettano la libertà di coscienza e il pluralismo religioso.

Pertanto, ribadiamo ciò che avevamo scritto nella nostra dichiarazione dell’anno scorso:

“Non c’è pace senza giustizia come non c’è giustizia senza rispetto dei diritti umani, sociali e religiosi. Una vera pace richiede perdono e riconciliazione. Altrimenti, i stessi fattori che hanno prodotto il conflitto continueranno a generare più odio e più guerre.

–  che non si può uccidere nel nome di Dio, ne strumentalizzare la religione per interessi politici e  economici, poiché ogni persona umana ha diritto al rispetto a prescindere della sua appartenenza religiosa, etnica o del suo statuto minoritario.”

  1. In vista del prossimo sinodo sulla famiglia che si terrà a Roma durante il prossimo mese di ottobre, abbiamo scambiato idee sulla bellezza della famiglia cristiana, voluta da Dio sul modello della Santa famiglia di Nazaret. Abbiamo discusso le diverse sfide della famiglia in generale, ma specialmente quelle legate alla bio-etica. Occorre formare le coppie all’apertura alla vita, dono di Dio e frutto dell’amore umano. Abbiamo pensato alle coppie separate o in crisi. Attendiamo molti frutti dal prossimo sinodo e invitiamo i nostri fedeli a pregare per i padri sinodali affinché il Signore li illumini nel dare risposte adeguate alle sfide e rischi che corre l’istituzione della famiglia.
  2. Ringraziamo Papa Francesco per aver istituito un anno di misericordia per predicarla a tutto il mondo, invitando tutti con urgenza alla conversione e riconciliazione a tutti i livelli: individuale, familiare, nazionale e internazionale. Faremo uno sforzo particolare per riscoprire pienamente e valorizzare la bellezza del sacramento della riconciliazione e la pratica delle opere di misericordia corporali e spirituali.

 

I Vescovi della CELRA

Nicosia, 9 luglio 2015.

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