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Pubblicato il 23 Lug 2015 in Slide, Solennità, Vita liturgica

Una grandiosa festa a Betlemme per Nostra Signora del Monte Carmelo

Una grandiosa festa a Betlemme per Nostra Signora del Monte Carmelo

BETLEMME – Giovedì, 16 luglio 2015, Sua Beatitudine il Patriarca emerito di Gerusalemme Michel Sabbah è stato invitato a presiedere la solennità di Nostra Signora del Monte Carmelo nel convento carmelitano di Betlemme, con la partecipazione sorprendente di centinaia di cristiani della Terra Santa.

Per nove giorni una fervente preghiera si è rivolta a Nostra Signora del Monte Carmelo. Il Popolo di Dio si è unito alle monache del monastero per chiedere a Dio di prestare particolare attenzione alla Terra Santa, alle persone che con fede confidano in Gesù Cristo. La grande sorpresa che la Provvidenza ha riservato per questo monastero, fondato da una santa palestinese, è stata che giovedì sera centinaia di fedeli sono giunti da diverse parti della loro patria martoriata, prima per partecipare con gioia alla solenne processione delle reliquie di santa Mariam di Gesù Crocifisso e poi alla Santa Messa.

Nella sua omelia, il Patriarca emerito ha voluto innanzitutto meditare sulla figura del profeta Elia, che viveva sul monte Carmelo, simbolo di bellezza, di splendore e di vicinanza con Dio. Invitando i fedeli a riflettere e a meditare sulla forza del profeta Elia, il patriarca ha continuato dicendo: «Elia ha dimostrato la sua forza con la spada. Ma l’evoluzione dei nostri costumi oggi ci porta verso una maggiore umanità. Siamo forti, ma questa non è la forza di quelli che uccidono, ma di coloro che amano. Si tratta di una forza spirituale, la forza di un uomo che sta davanti al Dio vivente, e quindi non ha più paura di niente e di nessuno». Il Patriarca ha voluto alludere alla paura che alcuni cristiani oggi provano.
«Il Monte Carmelo che si affaccia sul mare a Haifa, è simbolo di bellezza. E nel cristianesimo simboleggia la bellezza dell’anima. Così è diventato simbolo di Maria, scelta da Dio per l’incarnazione del suo Figlio nel suo seno», ha detto continuando il patriarca Sabbah.

Infine, colui che vive ritirato per otto anni ha parlato della vita di preghiera su questo monte, che «ha attirato molti eremiti che hanno lasciato il mondo a contemplare il volto di Dio. Ma la solitudine eremitica, ha proseguito il Patriarca, vive nel cuore di ogni cristiano, e anche di ogni uomo. I nostri leader hanno bisogno di questo. Quanto a voi, so che avete molte preoccupazioni, ma chiedo di aggiungere solo un altro impegno: quello di riservare ogni giorno un tempo di silenzio e di preghiera sotto lo sguardo di Dio. Questo è ciò che Dio ci ha detto attraverso Maria: Egli è vicino ed Egli è nel cuore di ciascuno di noi. È più vicino a noi di quanto pensiamo. Egli è più vicino a noi di noi stessi».

Dopo l’omelia, Sua Beatitudine ha distribuito a molte persone, di tutte le età, lo scapolare del Carmine che rappresenta l’impegno di onorare la Madre di Dio ogni giorno, in comunione con la spiritualità del Carmelo, che per secoli ha offerto alla Chiesa santi e mistici che rivelano al popolo cristiano l’amore, la tenerezza e la misericordia di Dio. Forse è incoraggiante notare che l’ultima santa carmelitana è un palestinese, e da soli due mesi!

Il Carmelo di Betlemme attrae da mesi un numero crescente di pellegrini che vengono a pregare in questa umile casa, costruita dal “piccolo nulla” secondo l’ordine del Cielo! Stiamo assistendo alla rivelazione del mistero che ha portato la Provvidenza a volere questa fondazione a Betlemme 140 anni fa? È la Provvidenza ha voluto preparare questo seme di speranza per la minoranza cristiana che oggi ha tanto bisogno di fronte al pericolo della sua scomparsa dalla Terra di Cristo? Dovremo poter essere, e con saggezza, capaci di lasciare al tempo che passa di svelarci ciò. Quanto a noi, dobbiamo continuare a camminare nella fede, e rivolgere le orecchie del nostro cuore per ascoltare – in silenzio e umiltà – e capire «ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Apo 2, 7)!

Firas Abedrabbo

Foto: © Najeeb Alama.

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