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Pubblicato il 3 Ago 2015 in Luogotenenze, Ordine del Santo Sepolcro, Slide

Investitura dei cavalieri in Irlanda: «Continuare a pregare e sperare»

Investitura dei cavalieri in Irlanda: «Continuare a pregare e sperare»

IRLANDA – Il Vicario patriarcale latino per Gerusalemme e Palestina, mons. William Shomali, ha partecipato alla cerimonia di investitura di Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro della Luogotenenza irlandese presso il College di San Patrizio, Maynooth. Durante la cerimonia il vescovo Shomali ha presentato agli intervenuti la situazione in Terra Santa.

Presieduta da Sua Eminenza il cardinale emerito Sean Brady, e alla presenza del Luogotenente, Sua Eccellenza Carlo Kelly, la cerimonia di investitura è stata l’occasione di accogliere quattro nuovi membri nei ranghi dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro della Luogotenenza irlandese.

Al termine della cerimonia, nel suo discorso, mons. Shomali ha ringraziato i 200 membri della Luogotenenza per il loro impegno in diversi progetti del Patriarcato e in particolare per il sostegno alla scuola di Ajloun, in Giordania.

Il Vicario patriarcale ha iniziato il suo discorso ricordando i segnali positivi provenienti dalla Terra Santa: «Ringraziamo Dio per la canonizzazione a Roma delle due sante palestinesi, il 17 maggio. È stata una grande festa per la comunità cristiana. Circa 3.000 persone della Terra Santa e dal Libano vi hanno partecipato. Anche molti cavalieri si sono uniti a noi nel celebrare la canonizzazione», ha aggiunto.

«Due nuovi sacerdoti del Patriarcato latino sono stati ordinati nel mese di giugno, nove l’anno prima. Il Signore ci ha benedetto enormemente attraverso questi nuovi sacerdoti. Grazie all’Ordine del Santo Sepolcro, possiamo aspettarci di ricevere un sostegno non solo a beneficio dei seminari, delle scuole e delle parrocchie, ma anche per la produzione di importanti libri liturgici».

Sua Eccellenza ha anche accennato agli «eccellenti risultati accademici ottenuti dalle scuole del Patriarcato in Palestina, soprattutto in termini di note e di percentuale di successo. Il 94% degli studenti delle scuole del Patriarcato ha avuto successo, mentre la media nelle scuole statali è del 61%».

Evocando l’atmosfera prevalente nella Città Santa, mons. Shomali ha affermato che «Gerusalemme è teatro di escalation di violenza alimentata dal rancore religioso tra musulmani ed ebrei, e ciò trova luogo nella periferia di Al Aqsa – o la Spianata del Tempio – sia nelle sinagoghe sia nelle moschee».

La piccola comunità cristiana di Gerusalemme, qualche settimana fa, ha dovuto affrontare una sfida interreligiosa, quando «un volantino – firmato dall’ISIS – è stato distribuito in un quartiere di Beit Hanina, esortando i cristiani a lasciare la città entro la fine del Ramadan, pena la morte». Il vescovo ha spiegato che nel «sottovalutare la gravità di queste minacce», la Chiesa ha cercato di calmare gli animi.

«Ciò ha permesso, ha aggiunto il vescovo, di interrogarci sul futuro della comunità cristiana in Medio Oriente e Terra Santa». Mons. Shomali, riallacciandosi alla dichiarazione che i vescovi arabi latini, riunitisi due settimane fa per una Conferenza a Cipro, hanno rilasciato, ha detto che «il nostro futuro dipende dalla qualità della nostra fede. Inoltre siamo certi che il dialogo interreligioso contribuirà a migliorare la convivenza con i nostri fratelli musulmani, perché molti sono di buona volontà, e respingono il radicalismo, l’intolleranza, ma tengono conto del rispetto della libertà di coscienza e del pluralismo religioso».

In termini di rapporti con l’ebraismo, Sua Eccellenza ha osservato che «questo dialogo religioso dovrebbe apparire più flessibile per i valori comuni che condividiamo, come la Bibbia, le figure bibliche, i salmi e i valori comuni, tra cui virtù umane, come la dignità e il valore della vita». Tuttavia queste relazioni in Israele ultimamente hanno vissuto dei momenti di tensione, a causa del movimento del “prezzo da pagare” – un gruppo ebraico estremista che si impegna in attacchi contro siti musulmani e cristiani. Gli ultimi due casi hanno avuto luogo il 26 febbraio 2015, durante un assalto a un seminario greco ortodosso vicino alla Porta di Giaffa a Gerusalemme, e il 18 giugno 2015, durante un altro atto commesso dallo stesso gruppo. Gli autori hanno dato fuoco a parte della Chiesa benedettina della Moltiplicazione dei pani a Tabgha, sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade.

Nonostante queste sfide, mons. Shomali ha mostrato ottimismo: «L’aspetto positivo è che i leader delle tre religioni, insieme con i politici israeliani e palestinesi, hanno reagito di comune accordo, condannando questi atti». Al di là dell’ottimismo, il vescovo “spera”, perché crede fermamente che «il Signore sa come riservarci delle sorprese, e dare in abbondanza oltre le nostre aspettative. Infatti, Gerusalemme è una città piena di sorprese. In questo luogo il Signore è risuscitato il terzo giorno, quando nessuno ci credeva. Da lì continuiamo a pregare e a sperare insieme», ha concluso.

Firas Abedrabbo

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