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Pubblicato il 3 Ago 2015 in Attualità locale, Politica e società, Slide

Tabgha: tre arresti e l’avvio di una raccolta fond

Tabgha: tre arresti e l’avvio di una raccolta fond

TABGHA- Il 29 e 30 luglio, un mese dopo l’attacco incendiario contro il santuario di Tabgha, la polizia israeliana dice di aver incolpato tre sospettati. È stata inoltre lanciata una raccolta fondi per il restauro della chiesa, organizzata da un rabbino.

Il 18 giugno, la Chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha, sulla riva nord-occidentale del Lago di Tiberiade, è stata presa di mira da un incendio doloso, in seguito al quale gran parte del chiostro è stato danneggiato. Il danno ammonta a un milione di Shekel. Parole di odio in lingua ebraica sono state inoltre scoperte incise su un muro vicino.

Questo mercoledì 29 luglio, la polizia israeliana ha detto di aver arrestato due giovani uomini sospettati di essere la causa dell’incendio; un terzo sospetto è stato incriminato il giorni dopo. Secondo una dichiarazione della polizia, questo atto criminale è stato spiegato dalla «motivazione dell’odio verso il cristianesimo».

Secondo le informazioni dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, i tre uomini farebbe parte «di un gruppo di matrice ideologica radicale, attiva dal 2013 e sospettati di altre azioni anti-cristiane e di aggressioni contro i civili palestinesi». Sempre secondo lo Shin Bet, un sito web vicino al gruppo invita «alla lotta contro gli idolatri e contro la presenza di chiese in Terra Santa».

Questo incendio aveva provocato una viva emozione in Terra Santa. I patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme avevano fortemente denunciato la profanazione “inaccettabile”, invitando le autorità israeliane ad agire con diligenza e severità contro i responsabili di tali atti, ormai ricorrenti negli ultimi anni. Pochi giorni dopo l’incendio, circa 3000 persone avevano manifestato il proprio sdegno a favore del Santuario.

Tuttavia va segnalata una bella iniziativa di solidarietà: quella dell’Elijah Interfaith Institute, un’istituzione che riunisce parecchi rappresentanti delle diverse confessioni impegnate nel dialogo interreligioso, fondata dal rabbino Alon Goshen-Gottstein. È sotto l’impulso di quest’ultimo che è stata lanciata una colletta, il cui obiettivo è raccogliere fondi per il restauro del santuario di Tabgha. La campagna è stata lanciata nei giorni scorsi e ha raccolto la firma del portavoce del Knesset, Yuli Edelstein. Il promotore di questa operazione, il rabbino Alon Goshen-Gottstein, deplora e condanna la recrudescenza di atti di vandalismo anti-cristiani in Terra Santa, e spiega il significato della colletta: «Questa campagna mira non solo a restaurare la chiesa; Vuole anche consegnare un messaggio al mondo. Non ci appartiene un Ebraismo che incendia chiese e moschee», spiega. «Questo è un modo per esprimere il nostro concreto sostegno all’amicizia tra le religioni».

Manuella Affejee