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Pubblicato il 4 Ago 2015 in Attualità locale, Politica e società, Slide

Mons. Sabbah: «Israele deve capire che il momento per la pace è arrivato»

Mons. Sabbah: «Israele deve capire che il momento per la pace è arrivato»

GERUSALEMME – Il patriarca emerito di Gerusalemme esprime la sua reazione in seguito all’incendio doloso che ha bruciato una casa nel villaggio di Kfar Douma, vicino a Nablus in Cisgiordania occupata. Incendio che ha ucciso un bambino di 18 mesi e che porta il segno dell’estremismo ebraico.

«Anche il primo ministro di Israele ha parlato di terrorismo… Ma lui ha i mezzi per lottare contro questo terrorismo­?»: è la domanda che si pone SB Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme, prima di notare con indignazione: «In primo luogo un attacco contro una chiesa, poi la moschea; ora contro il popolo!».

Nella notte tra giovedì e venerdì della settimana scorsa, alcune case di Kfar Douma sono state bruciate da alcuni coloni. In una di esse si trovava il piccolo Ali Sa’ad Dawabsheh, di soli 18 mesi che ha perso la vita nel fuoco; i suoi genitori e suo fratello sono rimasti feriti. Lo slogan «cartellino del prezzo da pagare» è stato iscritto su una parete. L’emozione e la rabbia sono grandi in Palestina e Israele.

Per mons. Sabbah, «Israele deve capire che è giunto il momento per la pace. In caso contrario, si rischia di annegare nel terrorismo. È necessario che la comunità israeliana e i leader politici israeliani si sveglino! Sono necessari pace e giustizia. I due popoli devono imparare a rispettarsi e amarsi per non cadere nella trappola del terrorismo».

Il Patriarca aggiunge sulla sua pagina Facebook: «Oggi i palestinesi sono vittime del terrorismo ebraico, domani sarà ancora Israele. È giunto il momento per la pace. Ogni uomo dotato di saggezza in Israele deve lavorare per questo scopo. Bisogna rivedere i modi di pensare; in modo da poter restare umani in questa Terra Santa».

Fonte: Abouna.org