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Pubblicato il 11 Ago 2015 in Attualità locale, Diocesi, Politica e società, Slide, Società Saint'Yves

Cremisan: nuova petizione alla Corte Suprema israeliana

Cremisan: nuova petizione alla Corte Suprema israeliana

 

BETLEMME – La battaglia legale per salvare la Valle di Cremisan continua. In una dichiarazione rilasciata il 7 agosto, la Società “Saint Yves”, Centro cattolico per i diritti umani, afferma di aver presentato una nuova petizione alla Corte Suprema israeliana. In essa chiede che il Ministero della Difesa israeliano presenti il tracciato esatto e completo del muro di separazione, e che tutte le parti interessate possano presentare le loro obiezioni, prima dell’inizio della costruzione del muro su proprietà private.

Costruire il muro senza rivelare in anticipo il tracciato potrebbe portare a situazioni illegali sul terreno, e dannose per gli abitanti della Valle, che sarebbe quindi messe di fronte al fatto compiuto, insiste la Società “St. Yves”. Altri problemi potrebbero essere visualizzati e influenzare direttamente i proprietari della Valle, e, indirettamente, il monastero e il convento salesiano.

La Società “St. Yves” chiede pertanto che l’esercito israeliano riveli l’intero percorso del Muro, e si astenga, nel frattempo, da qualsiasi costruzione. A tale proposito si aspetta una sentenza del tribunale.

Questa nuova richiesta arriva dopo la decisione dell’Alta Corte che all’inizio di luglio aveva autorizzato la costruzione del muro di separazione tra Israele e Palestina nella valle di Cremisan; una decisione che contraddice quella presa all’inizio di aprile, da questa stessa Corte, che si era pronunciata a favore dei proprietari cristiani della Valle.

Il muro di separazione taglierebbe la Valle in due. Il monastero e il convento salesiani rimarrebbero dalla parte palestinese, ma alcune delle 58 famiglie palestinesi di Beit Jala vedrebbero le loro terre e proprietà andare dalla parte israeliana del muro.