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Pubblicato il 18 Ago 2015 in Attualità locale, Diocesi, Politica e società, Scuole, Slide

Israele: la preoccupazione delle Scuole cristiane per il rientro, ormai prossimo

Israele: la preoccupazione delle Scuole cristiane per il rientro, ormai prossimo

 

 

TERRA SANTA – Due settimane prima dell’inizio della scuola, le scuole cristiane d’Israele, non hanno nascosto la loro preoccupazione. Restrizioni di bilancio imposte dallo Stato di Israele possono ostacolare il corretto funzionamento di queste scuole, e incidere sull’insegnamento impartito a più di 30.000 bambini.

La mobilitazione prosegue, costi quel che costi. Lunedì, i direttori di circa 48 scuole cristiane d’Israele si sono incontrati in Galilea per riflettere insieme sui passi da compiere. Una delegazione di diversi dirigenti scolastici ha previsto di incontrare, domenica prossima, il Presidente di Israele, Reuven Rivlin, e il Ministro israeliano della Pubblica Istruzione, Naftali Bennett.

 

Restrizioni di bilancio

«Le nostre richieste sono semplici, dice p. Faysal Hijazin, Segretario generale delle scuole cristiane in Palestina. Le nostre scuole hanno il diritto di essere trattate come le altre, e i nostri figli hanno il diritto allo studio, come tutti gli altri bambini israeliani».

Questa disputa tra il governo israeliano e le scuole cristiane – che hanno lo status di «scuola riconosciuta, ma non pubblica» – non risale certo a ieri. Nel corso degli ultimi dieci anni, il budget dello Stato di Israele, assegnato alle scuole cristiane, è diminuito del 45%, costringendo così queste istituzioni ad aumentare le rette a carico delle famiglie il cui reddito è, per la maggior parte di loro, sotto la media nazionale. Tale situazione, già difficile, si è aggravata l’anno scorso quando – con nuove norme – il Ministero ha imposto un limite al contributo delle famiglie.

 

A rischio la sopravvivenza delle scuole cristiane

I dirigenti delle scuole cristiane denunciano una politica discriminatoria da parte delle autorità israeliane contro le loro istituzioni e chiedono di avere la parità di trattamento con le altre scuole israeliane, vale a dire un finanziamento totale. «Quello che è in gioco è la sopravvivenza delle nostre scuole», insiste p. Faysal.

Nel mese di maggio, queste stesse considerazioni avevano radunato alcune centinaia di persone, tra cui rappresentanti della Chiesa, davanti alla sede del Ministero israeliano della Pubblica Istruzione.

Le scuole cristiane in Israele accolgono circa 30.000 bambini, cristiani e musulmani, ed offrono loro una formazione di qualità, basata sui valori cristiani di amore, fratellanza e perdono.

 

Manuella Affejee. Photos : E.S

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