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Pubblicato il 27 Ago 2015 in Attualità locale, Diocesi, Politica e società, Slide

Cremisan: i vescovi statunitensi si appellano a John Kerry

Cremisan: i vescovi statunitensi si appellano a John Kerry

 

 

TERRA SANTA – La ripresa della costruzione del Muro di separazione nella Valle di Cremisan continua a generare reazioni, ben oltre i confini della Terra Santa. Dopo la reazione dei Vescovi canadesi, è la volta della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti che mostra la sua preoccupazione e fa appello al Segretario di Stato americano, John Kerry. 

 

È attraverso una lettera, datata al 24 agosto, che mons. Oscar Cantú, vescovo di Las Cruces, e presidente del Comitato per la Giustizia Internazionale e Pace, presso la Conferenza dei vescovi Cattolici degli Stati Uniti, ad attirare ancora una volta l’attenzione di John Kerry sul caso Cremisan.

Lo scorso 17 agosto, infatti, i bulldozer israeliani sono arrivati ​​senza preavviso a Beir Ona, e hanno ripreso la costruzione del Muro di separazione, sradicando – per fare questo – una cinquanta di ulivi secolari appartenenti a diverse famiglie palestinesi nella Valle. In loco sono scaturiti degli scontri contro i soldati israeliani presenti.

 

L’USCCB chiede la fine della costruzione del Muro

L’USCCB denuncia la costruzione del Muro, come una “ingiustizia” ai danni di persone che, pochi giorni prima, avevano depositato ancora un nuovo ricorso alla Corte Suprema di Israele, in cui si chiedeva al Ministero della Difesa di presentare il percorso stabilito per il Muro, prima di avviarne la costruzione.

La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti si è unita all’appello del Patriarcato latino di Gerusalemme, e ha invitato il Segretario di Stato a “fare pressione” sulle autorità israeliane affinché pongano fine ai lavori in corso.

Infine, la lettera ha sottolineato che il percorso del Muro minaccia direttamente la terra e le proprietà di circa 58 famiglie palestinesi della Valle. «Tali azioni non fanno altro che minare la causa della pace e impedire la soluzione dei due Stati», ha recitato.

Questa non è la prima volta che si compie da parte dell’USCCB un tentativo di mobilitare le autorità federali statunitensi riguardo al fascicolo “Cremisan”. Diverse lettere erano state inviate nel mese di gennaio 2014 e del febbraio 2015.

Manuella Affejee

 

Di seguito la lettera inviata dall’USCCB al Segretario di Stato, John Kerry

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