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Pubblicato il 31 Ago 2015 in Attualità locale, Carità, Diocesi, Parrocchie in Israele, Politica e società, Slide, Vicari patriarcali

Il Vicariato “St. Jacques” loda la generosità della Chiesa di Gerusalemme

Il Vicariato “St. Jacques” loda la generosità della Chiesa di Gerusalemme

 

GERUSALEMME – Il Vicariato “St. Jacques” aveva fatto appello alla Chiesa di Gerusalemme perché offrisse ospitalità ai richiedenti asilo del campo di Holot. Molte comunità religiose hanno risposto a quella chiamata e il Vicariato ne apprezza la generosità.

 

Da alcuni giorni un centinaio di richiedenti asilo, eritrei e sudanesi, sono stati rilasciati dal loro stato di detenzione, presso il campo di Holot, nel Negev meridionale. Per loro – abbandonati a se stessi, senza documenti, senza soldi e senza un posto dove andare – padre David Neuhaus SJ, coordinatore della Pastorale per i Migranti, aveva rivolto un pubblico appello alla Chiesa di Gerusalemme, perché fosse disposta a offrire loro ospitalità.

 

«Molte comunità religiose hanno risposto a questo appello, reso noto sul suo sito web del Vicariato “St Jacques”, offrendo volontariamente di aprire le loro porte». Nella sola regione di Gerusalemme, circa 25 posti sono stati così messi a disposizione, per lo più in conventi e monasteri. A rispondere sono state anche delle comunità di Betlemme, Beit Shemesh e Haifa.

 

Dato che alcune comunità religiose non possono accogliere persone al loro interno, hanno trovato modi diversi di aiuto. Una comunità, ad esempio, si è offerta di pagare l’affitto di un gruppo di richiedenti asilo, per un mese. Altri contributi finanziari sono pervenuti per coprire le spese di alloggio.

 

In realtà – afferma il Vicariato – solo un piccolo numero di richiedenti asilo aveva bisogno di una casa. La loro comunità, qui in Israele, ha aperto loro le porte e se ne prende cura. Inoltre, essendo a Gerusalemme elevato il costo della vita e poche le opportunità di lavoro, i richiedenti asilo hanno preferito spostarsi in altre città israeliane.

 

Un giovane di nome Abdullah, arrivato al Vicariato “St Jacques” di Gerusalemme, ha dichiarato di essere fuggito dal Darfur, in Sudan, dopo che le forze armate avevano incendiato il suo villaggio.

 

Il Vicariato “St Jacques” invita ancora a non smettere di pregare per «tutti i nostri fratelli e sorelle sofferenti».