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Pubblicato il 1 Set 2015 in Diocesi, Parrocchie in Israele, Vicari patriarcali

Ebillin: Serata musicale nella casa di santa Myriam

Ebillin: Serata musicale nella casa di santa Myriam

 

GALILEA – È stata una “prima”. Questo venerdì 28 agosto 2015, la casa in cui è nata e cresciuta Myriam Bawardi ad Ebillin ha fatto da cornice – per la prima volta – ad una serata musicale spirituale e culturale.



L’iniziativa è partita da un gruppo di preghiera locale: La vera vita in Dio, dai proprietari della casa, la famiglia Ezzat Dawud, e dai “vicini” della santa, tra cui Abuna Saba, sacerdote ortodosso la cui chiesa si trova proprio di fronte alla vecchia casa. Il piccolo evento ha avuto luogo in quello che probabilmente è stato il cortile interno della casa dei Bawardi.

Questa celebrazione musicale, culturale e spirituale (la prima del suo genere in questo settore), ha soprattutto rimarcato autenticità e spontaneità: un evento privo di strutture cerimoniali e formali.

Il programma ha previsto interventi spirituali e culturali, tra cui quelli di mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo e di Abuna Saba. Le canzoni sono state eseguite da un gruppo di cantanti locali: Mervet Ashqar, Olfat Haj, Sandra Haj, Alysar Haj, Abanob Khalil diretti dal Maestro Zahi Grayyeb. I testi delle canzoni sono stati tratti dagli scritti delle due sante palestinesi, Myriam Bawardi e Marie Alphonsine Ghattas. La maggior parte delle melodie sono state composte da musicisti locali.

Dalla casa della santa non restano che pietre con le quali, negli anni ‘96-‘97, sono stati edificati archi che vanno oggi a riformare la spina dorsale della vecchia casa, insieme alla porta d’ingresso, a una grossa pietra forata per custodire la brocca d’acqua, e alla base rovesciata di una colonna antica dove Gyries Bawardi fabbricava polvere da sparo. Da qui il nome della famiglia Bawardi: “produttore di polvere”.

Negli anni ‘90, i proprietari furono ben disposti a ricostruire la casa, che era crollata con il passare del tempo, e che si sarebbe rivelata assai buona come cappella per i pellegrini. Tuttavia, nel preparare le fondamenta, gli archeologi scoprirono delle rovine romane, medievali, bizantine e – a detta dei proprietari Asaad e Tawfiq Dawud – si decise di interrompere il progetto.

Testo dal nostro corrispondente in Galilea. Foto A.K

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