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Pubblicato il 3 Set 2015 in Attualità locale, Diocesi, Politica e società, Scuole, Slide

Scuole cristiane: manifestazione a Nazareth

Scuole cristiane: manifestazione a Nazareth

 

NAZARETH – Le Scuole cristiane sono in sciopero per protestare contro i tagli di bilancio imposti dal Ministero israeliano della Pubblica Istruzione. Martedì 1° settembre, una manifestazione ha riunito centinaia di persone a Nazareth.

 

«Le scuole cristiane chiedono uguaglianza», «Le scuole cristiane non sono in vendita», «Le scuole cristiane sono presenti nonostante le persecuzioni»: questo è quello che si leggeva a Nazareth sugli striscioni sorretti da un centinaia di manifestanti.

 

Una minaccia alla presenza cristiana in Terra Santa

Genitori, studenti, insegnanti ma anche sacerdoti e religiosi: c’erano tutti per rispondere all’appello, lanciato dall’Ufficio delle Scuole cristiane in Israele, a denunciare le politiche “discriminatorie” dello Stato di Israele contro le istituzioni cristiani. Da diversi anni, infatti, il Ministero dell’Istruzione impone tagli di bilancio alle scuole categorizzate come «riconosciute, ma non ufficiali» e tra queste ci sono le scuole cristiane, colpite duramente dalle misure in questione. Il finanziamento statale per due anni è stato pari al 34%, contro il 65% precedente: ciò ha costretto le famiglie a prendersi carico di una grande parte delle spese di scolarità, e a mettere queste stesse scuole in una situazione finanziaria critica.

Davanti all’insuccesso dei negoziati condotti con accanimento per mesi, l’Ufficio delle Scuole cristiane non aveva altra scelta se non quella di chiamare le istituzioni ad uno sciopero ad oltranza, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico in Israele, basandosi sulla comprensione e mobilitazione delle famiglie. Perché la posta in gioco è alta: «Se oggi ad essere minacciate sono le scuole cristiane, nel tempo lo sarà la presenza cristiana in Terra Santa», non esita ad affermare mons. Marcuzzo, che ha partecipato all’evento a fianco di padre Abdel Masih Fahim OFM, Direttore dell’Ufficio delle Scuole cristiane.

 

Una lotta per la parità

«Noi non pretendiamo un privilegio, ma chiediamo giustizia: che le nostre scuole abbiano diritto allo stesso trattamento di altre scuole dello Stato», ha detto il Vicario patriarcale per Israele di fronte alla folla di manifestanti, ribadendo un finanziamento totale alle scuole cristiane, pur non diventando finora pubbliche. È solo così che esse possono continuare la loro missione con i circa 33.000 studenti, cristiani e musulmani, che ospitano.

Un barlume di speranza si vuole intravedere nella riunione in programma per il 3 settembre tra papa Francesco e il Presidente israeliano Reuven Rivlin, in Vaticano. Mons Marcuzzo dubita che l’argomento verrà discusso. Nel frattempo, si può contare sulla mobilitazione di tutti.

 

Manuella Affejee con Ma’an News Agency

Foto A.K.

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