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Pubblicato il 21 Set 2015 in Approfondimenti, Attualità locale, Diocesi, Politica e società, Pubblicazioni, Scuole, Slide

Restrizioni di bilancio imposte alle scuole cristiane: violazione dei diritti umani

Restrizioni di bilancio imposte alle scuole cristiane: violazione dei diritti umani

 

 

ISRAELE- Ibtisam Hanna Muallem, Presidente dell’Associazione araba per i diritti umani, offre la sua riflessione sulla situazione delle scuole cristiane e delinea la storia dell’educazione cristiana nella regione. Vi offriamo di seguito un breve riassunto.

 

Restrizioni di bilancio imposte alle scuole cristiane: violazione dei
diritti umani


Sono passate più di due settimane dall’inizio dello sciopero delle scuole cristiane che protestano contro le severe restrizioni di bilancio imposte dal governo israeliano. Nonostante le molte azioni, il Ministero dell’Istruzione continua a fare “orecchie da mercante”.

Momenti chiave nello sviluppo delle Scuole cristiane in Terra Santa

Considerando che, durante la presenza ottomana, il sistema di istruzione nella regione era obsoleto, con l’arrivo, alla fine del XIX secolo, di varie organizzazioni occidentali, consentito dal sultano ottomano, si è cambiata l’offerta educativa: diverse istituzioni cristiane sono andate a stabilirsi in Palestina e hanno sviluppato ospedali, orfanotrofi e scuole, soprattutto nelle città di Gerusalemme, Betlemme, Ramallah, Nazareth, Haifa, Jaffa e Shefa-Amr. L’arrivo di queste congregazioni parteciperà ampiamente al miglioramento dell’aspetto sociale, sanitario e culturale della Palestina. Queste scuole, anche se cristiane hanno sempre dato il benvenuto a studenti cristiani, musulmani e drusi.
Dal 1920-1948, il periodo del mandato britannico in Palestina, è stato caratterizzato dall’aumento nel numero degli studenti e dallo sviluppo di scuole che iniziano ad aprirsi alle classi di istruzione secondaria. Inoltre, si diede enfasi all’apprendimento delle lingue straniere, che consentono agli studenti delle scuole cristiane di accedere a posizioni importanti o di recarsi all’estero. Nel 1948, durante la Prima guerra arabo-israeliana, queste stesse scuole cristiane e i monasteri aprirono le loro porte a molti rifugiati espulsi dai loro villaggi.
In termini di istruzione, le scuole hanno continuato a seguire il loro vecchio programma fino a che il Governo israeliano li ha costretti a seguire il programma scolastico israeliano e la preparazione al bagrut – l’equivalente israeliano della maturità. Anche sin da allora, i bilanci delle scuole cristiane erano inferiori a quelli delle scuole private ebree. Come risultato, le scuole cristiane hanno avuto bisogno di chiedere un pagamento ai genitori e coinvolgere diverse istituzioni europee per l’assistenza finanziaria dell’istruzione cristiana in Israele.
Israele, come una democrazia, ha il ruolo di garantire la parità di trattamento dei cittadini.


Lo Stato di Israele si definisce come una democrazia, in particolare nella sua dichiarazione di  Indipendenza del 1948. Ora, uno dei pilastri della democrazia è quello di permettere ad ogni cittadino di vivere in piena uguaglianza tra loro. Possiamo ancora parlare di uguaglianza, quando il governo sovvenziona le scuole private ebree
fino al 100%, mentre le scuole private cristiane ne ricevono meno della metà?

 

Trattamento delle scuole private ebree e di quelle cristiane in Israele: un attacco ai diritti umani

Israele, in quanto firmatario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948 e del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966, che prevedono il rispetto dei  diritti culturali e religiosi delle minoranze, in particolare le minoranze indigene, non possono continuare ad asfissiare le scuole cristiane con questi tagli di bilancio. Di fronte alle recenti manifestazioni e agli scioperi organizzati dall’Ufficio delle Scuole cristiane, il Ministero ha risposto che se le scuole cristiane diventano pubbliche, riceveranno lo stesso budget rispetto ad altre scuole. Perché questa condizione non è richiesta alle scuole private ebree?  Il Ministero ha detto che se tale condizione non saranno accettate, gli aiuti finanziari alle Scuole cristiane continueranno a diminuire. Come non vedere qui la volontà da parte del governo israeliano di fermare e sopprimere le Scuole cristiane? Queste ultime registrano tuttavia i migliori risultati scolastici del paese e danno prova di una reale apertura di mente nell’educazione