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Pubblicato il 9 Ott 2015 in Diocesi, Parrocchie in Israele, Slide, Vicari patriarcali

Convivenza di catechisti e responsabili del Cammino Neocatecumenale

Convivenza di catechisti e responsabili del Cammino Neocatecumenale

 

 

GALILEA- Domenica 4 Ottobre, nel Monastero della Domus Galilaeae, sul monte delle Beatitudini, Mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo ha presieduto l’Eucaristia conclusiva della convivenza di inizio corso 2015-2016 per le Comunità Neocatecumenali in Terra Santa.

Presenti al ritiro di quattro giorni, oltre a Mons. Joseph Jules Zerey, vicario patriarcale a Gerusalemme per la chiesa greco-cattolica, alcuni parroci della Galilea e una quarantina di sacerdoti, i responsabili e i catechisti delle comunità di Galilea (Haifa, Shef‘amr, ‘Ibillin, Fassouta, Me’lia, Tarshiha, ‘Ailaboun, Jaffa di Nazaret, Kufar Yasif), della Palestina (Bir Zeit e Gerusalemme), di Eilat, di Cipro (Nicosia e Larnaca) e del Bahrein (Manama e Awali). In linea con il Sinodo dei Vescovi, il ritiro è stato incentrato sul tema della famiglia.

Rallegrato dalla presenza di tanti fratelli provenienti dalla Terra Santa, da Cipro e perfino dalla penisola arabica, Mons. Marcuzzo nella sua omelia ha sottolineato la corrispondenza del tema della convivenza con quello del Vangelo del giorno, collegandolo a quello della missione: «Queste letture se approfondite parlano della missione», ha esordito il Vescovo, aggiungendo che la missione della famiglia è fondamentalmente la comunione, come del resto l’essenza stessa della Chiesa, comunità radunata da Cristo. Rivolto ai fratelli delle comunità, Mons. Marcuzzo ha poi affermato che «per renderci tutti fratelli Cristo si è fatto fratello per noi e dunque non c’è missione senza fratellanza». Tale missione passa però per una profonda accoglienza della volontà di Dio: «La famiglia fondata sulla comunione tra un uomo e una donna deve essere continuamente purificata dagli attacchi dell’uomo vecchio, per tornare alla forza vivificante del Vangelo».

Dopo aver invitato i presenti ad approfondire i discorsi del Papa nella sua recente visita a Cuba e negli Stati Uniti, ricchi di profondi insegnamenti spirituali, Mons. Marcuzzo ha poi ricordato, sulla scia di quanto il Pontefice ha espresso nella sua visita pastorale, l’importanza dell’accoglienza della vita nella famiglia, contro le pratiche abortiste che i nostri tempi propongono spesso alle famiglie. Infine, esprimendo il clima di comunione e di fratellanza che hanno caratterizzato la celebrazione, il Vescovo ha salutato così i presenti: «Io personalmente vi ringrazio per tutto il bene che state facendo attraverso la vostra missione, lo apprezzo e mi complimento con voi, anche a nome di sua Beatitudine il Patriarca Fouad Twal e di tutti i pastori della Terra Santa. Continuate con zelo perché la missione che portate avanti non è facile, ma è bella, utile, genuina e necessaria. E noi vi benediciamo!».

Al termine della celebrazione, a conferma di queste parole, hanno dato la disponibilità a entrare in seminario alcuni giovani delle comunità della Galilea e della Domus Galilaeae, una ragazza per la vita monastica contemplativa, e numerose famiglie per la missione e l’evangelizzazione in Medio Oriente e in tutto il mondo.

D. Paolo Alfieri

Foto del seminarista Ruben Cabrera Rosiqué

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