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Pubblicato il 9 Ott 2015 in Attualità locale, Diocesi, Notizie delle comunità religiose, Politica e società, Slide

Gerusalemme: un nuovo priore per il convento St. Etienne

Gerusalemme: un nuovo priore per il convento St. Etienne

GERUSALEMME – Il 5 ottobre, Padre Martin Staszak è stato eletto nuovo priore della comunità  domenicana del convento St. Etienne. Una elezione confermata dal Maestro Generale dell’Ordine e accettata dal nuovo priore questo mercoledì mattina.

Padre Martin è entrato nell’Ordine dei Predicatori nel 1978. Dopo gli studi di teologia e una licenza biblica, si è specializzato in Diritto dell’Antico Testamento. È autore di numerosi articoli di esegesi dell’Antico Testamento e quest’anno terrà dei corsi sul Re Salomone e le guerre di Israele contro Aramei.

Qual’è stata la sua reazione al risultato di questa elezione?

Sono stato sorpreso che si sia pensato a me, ma sono molto contento di assumere la  responsabilità di questo servizio e della comunità.

Ci può dire qualcosa circa i progetti attuali della vostra comunità?

È troppo presto per parlare di progetti. La casa e la scuola hanno ancora molto da raccontare sul loro passato, è necessario considerare il futuro della casa nelle sue condizioni attuali, raggruppando le scienze umane e la teologia. Per essere efficaci dobbiamo anche raccogliere le forze della comunità in una medesima sinergia. Siamo già nella preparazione del giubileo di 125 anni dell’Ecole Biblique e di quello degli 800 dell’Ordine dei Predicatori.  La comunità, abituata a un certo lavoro, deve interrogarsi su quale possa essere il suo contributo alla Terra Santa e così essere più feconda.

Qual’è la situazione attuale della vostra comunità?

Abbiamo una comunità ringiovanita, con molti fratelli giovani. La sfida principale è quella di conservare e far crescere l’unità per creare una vera “comunità di vita”. Il mio predecessore, padre Guy ha avviato molti bei progetti, a me resta da portarli a compimento coi fratelli che verranno a formare e rinforzare l’equipe della Ecole Biblique. Formeremo dei gruppi di lavoro nei vari settori per avviare un processo di riflessione e rafforzare il radicamento comunitario.

Qual’è il suo sentimento davanti alla  ripresa della tensione in questo momento in Terra Santa e particolarmente a Gerusalemme?

Gerusalemme, Città Santa vive in questo momento una situazione dolorosa. Noi qui siamo stranieri e abbiamo scarse possibilità. Possiamo però pregare per la Terra Santa e parimenti cercare di intraprende un dialogo necessario grazie ai ricercatori israeliani e palestinesi che lavorano con noi.

Intervista a cura di Thomas Charrière