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Pubblicato il 12 Ott 2015 in Attualità locale, Politica e società, Slide

E. Mons. Lazzarotto: “ Occorre ristabilire un clima di fiducia reciproca”

E. Mons. Lazzarotto: “ Occorre ristabilire un clima di fiducia reciproca”

 

TERRA SANTA – Venerdì scorso, Papa Francesco ha invitato i partecipanti al Sinodo per la Famiglia ad innalzare una preghiera “intensa e fiduciosa” per la pace in Medio Oriente. La situazione tra Israele e Palestina, con violenze ormai quotidiane, resta in effetti tuttora estremamente tesa. Vi riferiamo quanto ha affermato in proposito S. E. Mons. Giuseppe Lazzarotto, Nunzio apostolico in Israele e Delegato per Gerusalemme e i Territori Palestinesi.

Quello che sta succedendo in questi giorni in Terra Santa è preoccupante e ci tiene tutti in ansia. Non si può rimanere indifferenti di fronte ai ripetuti atti di violenza e alla perdita di vite umane. Le recenti parole del Santo Padre, proprio sulla situazione in Terra Santa, e il suo accorato appello a ritrovare la via del dialogo, non esprimono solo la sua preoccupazione ma interpretano i sentimenti di tutti coloro che, qui e altrove, si impegnano con sincerità e generosità a costruire la pace. La loro voce non è ascoltata come dovrebbe e i loro sforzi vengono troppo spesso ignorati. E’ necessario riflettere seriamente su quello che si vuole davvero ottenere e sui mezzi efficaci da mettere in atto se si vuole arrivare ad una convivenza pacifica che garantisca un minimo di normalità.

Venerdì mattina, al Sinodo, Papa Francesco, ancora una volta, ha esortato la comunità internazionale ad agire per risolvere i conflitti in corso. Ma che cosa può fare concretamente?

La comunità internazionale si è dotata di strumenti che, se usati in modo adeguato,  possono sicuramente contribuire a risolvere conflitti e situazioni di crisi, come quella che stiamo vivendo ora in Terra Santa. Ma credo che prima ancora sia assolutamente necessario trovare il modo di ristabilire sul terreno un clima di fiducia reciproca, che oggi manca del tutto. Se non si arriva ad abbattere il muro di sfiducia e di ostilità persistente, tutte le iniziative risulteranno inefficaci e sono destinate a fallire, come abbiamo costatato anche in tempi recenti. Credo che sia proprio questo che il Papa intenda quando ci dice che per conseguire la pace occorrono gesti coraggiosi, che vadano oltre gli interessi immediati di individui o gruppi.

 I pellegrinaggi in Terra Santa, da qualche tempo a questa parte, stanno conoscendo un certo declino. E la situazione attuale non sembra certo migliorare le cose. Che cosa consigliereste ai pellegrini che temono di recarsi in Terra Santa?

Per quanto riguarda la presenza dei pellegrini, essa è importante proprio perché non solo esprime solidarietà e vicinanza ma può contribuire a riportare fiducia e speranza nel presente e per il futuro. Si comprende bene che in questo momento i pellegrini nutrano riserve e timori. Va comunque detto che finora non si sono mai registrati episodi che abbiamo messo in gravi difficoltà o in pericolo la sicurezza di quanti vengono in Terra Santa per riscoprire le radici della loro fede. E’ però importante che il pellegrinaggio sia ben preparato, sia dal punto di vista spirituale sia anche per quanto riguarda gli aspetti logistici e organizzativi. Per questo ci si deve sempre affidare ad agenzie serie e ben sperimentate”.  

Intervista a cura di Manuella Affejee