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Pubblicato il 12 Ott 2015 in Attualità del Santo Padre, Chiesa, Informarsi, Slide

Sinodo: il Papa chiede preghiere per la pace in Medio Oriente

Sinodo: il Papa chiede preghiere per la pace in Medio Oriente

ROMA – Cardinali, vescovi, patriarchi e laici di tutto il mondo dal 5 ottobre si sono riuniti a Roma per la II sessione del Sinodo per la famiglia. Davanti a loro, venerdì mattina, 9 ottobre, il Papa ha lanciato un appello per la pace in Medio Oriente.

La prima settimana, intensa di lavori per i Padri sinodali, tra congregazioni generali e circoli linguistici minori, si è appena conclusa. La prima sintesi del lavoro svolto all’interno di questi gruppi è stata presentata, la mattina di venerdì scorso, nell’Aula del Sinodo, alla presenza di papa Francesco, il quale, durante la preghiera del mattino, ha invitato l’Assemblea sinodale a pregare per la pace in Medio Oriente.

Il dolore di papa Francesco

Il Pontefice ha detto di seguire con «dolore» e «profonda preoccupazione» gli eventi in corso in Siria, Iraq, Cisgiordania e Gerusalemme. E ha sostenuto, con volto serio, che «stiamo assistendo a un’escalation di violenza che coinvolge i civili innocenti, e continua ad alimentare una crisi umanitaria di enorme portata».

«La guerra porta alla distruzione e moltiplica la sofferenza delle popolazioni. La speranza e il progresso sono solo frutti di scelte di pace», ha ricordato ulteriormente papa Francesco, che ha invitato a una preghiera «intensa e fiduciosa» che esprime «vicinanza verso i patriarchi e i vescovi della regione», presenti al Sinodo, tra cui il Patriarca latino di Gerusalemme, SB mons. Fouad Twal. Quest’ultimo, in un’intervista alla Radio Vaticana, si è detto grato al Santo Padre per questo appello, ma si rammarica per la mancanza di «volontà politica» delle varie parti coinvolte. «Solo una buona politica, equilibrata, equa, calma risolverà la situazione», insiste. Secondo il Patriarca, la politica corrente rimane «sorda» alle chiamate delle comunità cristiane che rimangono poco considerate.

Le famiglie del Medio Oriente

Spesso tra i Padri sinodali si discute sulla situazione esplosiva nella regione, continua mons. Twal, giunto a Roma per parlare in primo luogo delle realtà delle famiglie del Medio Oriente. «Io intervengo abbastanza regolarmente durante le sessioni nei circoli minori, dice il Patriarca, perché le nostre sfide non sono le stesse dei paesi europei e dell’Occidente. Vi è un certo interesse per quello che stiamo vivendo, e credo che la nostra presenza in questo Sinodo sia una ricchezza».

«Tuttavia, sentiamo i nostri limiti, riconosce il Patriarca, perché sembra difficile cambiare la triste situazione che le famiglie del Medio Oriente devono affrontare. Noi non possiamo solo superare i loro problemi politici, economici e sociali», osserva ancora, ricordando le famiglie in fuga dai conflitti in Siria e Iraq, che si trovano nei campi profughi, dove non esiste legislazione o è carente la tutela delle famiglie e dei bambini.

Il Sinodo per la famiglia, grande evento ecclesiale e scrutato dai Media, terminerà il 24 ottobre. Per tre settimane, i Padri sinodali provenienti da tutto il mondo stanno affrontando le sfide della famiglia nel contesto della Nuova Evangelizzazione.

Manuella Affejee