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Pubblicato il 20 Ott 2015 in Diocesi, Slide, Vicari patriarcali

Premio “Monte Sion” alla Pastorale per i Migranti in Israele

Premio “Monte Sion” alla Pastorale per i Migranti in Israele

 

GERUSALEMME – Questa domenica, 18 ottobre 2015, il Premio “Monte Sion” è stato consegnato alla Commissione per la Pastorale dei migranti in Israele. Un modo per accogliere e incoraggiare il lavoro prezioso e necessario di questa giovane pastorale, fondata nel 2011.

Lavorare per stabilire un dialogo sincero e la reciproca comprensione tra le religioni e le culture presenti in Terra Santa con un lavoro a lungo termine, svolto nell’ombra, è spesso quello di molti ebrei, cristiani o musulmani. Si tratta di questi uomini e donne che la Fondazione “Monte Sion” desidera onorare attraverso questo prestigioso premio, assegnato ogni due anni dall’istituzione fondata nel 1986 da padre Wilhelm Salberg.

 

Incoraggiamento per la CPM

Il premio “Monte Sion” 2015 è andato pertanto quest’anno al Coordinamento della Pastorale per i Migranti, per il prezioso lavoro dei suoi membri a favore dei migranti in Israele, e al loro coinvolgimento pratico nel dialogo ebraico-cristiano. Il premio è stato presentato questa domenica 18 ottobre, presso l’Abbazia della Dormizione a Gerusalemme, alla presenza di numerosi ospiti di ogni provenienza, giunti a circondare i vincitori del loro amicizia.

Tra le numerose personalità presenti: mons. William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme, mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale per Israele; mons. Matteo Mori, della delegazione apostolica; p. Gregory Collins, abate dell’Abbazia benedettina della Dormizione; la signora Verena Lenzen, direttrice dell’Istituto per la ricerca ebraico-cristiana e la sig. Hana Bendcowsky, del Centro di Gerusalemme per le relazioni ebraico-cristiane. Da notare anche la presenza dei precedenti vincitori del premio.

 

Aumentare la consapevolezza

Il premio è stato consegnato a padre David Neuhaus, vicario patriarcale per i cattolici di lingua ebraica in Israele, e coordinatore della Pastorale dei migranti. «Questo premio è un grande incoraggiamento a proseguire la nostra azione per i migranti, ha detto. Papa Francesco ci invita ad uscire, a trovare chi ha bisogno per fornire loro più dignità. La nostra Chiesa in Terra Santa è di per sé nel bisogno. Tuttavia, spero che questo premio saprà risvegliare la coscienza che alcuni sono ancora più in difficoltà e di essere chiamati ad andare da loro. Spero che questo premio saprà attirare l’attenzione su questo lavoro e attrarre ulteriormente più persone disposte a unirsi a noi per donare con gioia!».
Le sfide di questa pastorale, fondata nel 2011, restano tante e grandi, come ricordato da padre David: «Abbiamo bisogno di una visione unitaria, che riunisca i cristiani e i cittadini di Israele, gli arabi palestinesi e i cattolici di lingua ebraica che vivono nel mondo ebraico, così come i migranti. La chiesa è molto piccola, ma ha bisogno di essere presente nella società e inserita nella sua cultura. Deve insegnare la fede alle nuove generazioni, tentate dall’assimilazione e immersi in una cultura secolarizzata. Inoltre, lavorando con i migranti, ci si trova ad affrontare molte sfide a causa della povertà, della discriminazione e dello sfruttamento. C’è molto da fare!».

Dopo il suo discorso di ringraziamento, p. Neuhaus ha invitato molti membri del Coordinamento ad unirsi a lui, per prendere gli applausi del pubblico. La cerimonia si è infine conclusa con musica, e due canzoni. La prima, il Salmo 126, eseguita in ebraico da Benny, il seminarista della Qehillah di Gerusalemme e dai figli dei migranti, e la seconda, eseguita dal coro degli studenti tedeschi dall’Abbazia della Dormizione.

Il premio “Monte Sion” è tradizionalmente assegnato alla fine del mese di ottobre, in ricordo della promulgazione della dichiarazione conciliare Nostra Aetate del beato papa Paolo VI, il 28 ottobre 1965. Il testo pontificio segna una nuova era nel rapporto della Chiesa cattolica con le altre religioni non cristiane, prime fra tutte l’Ebraismo e l’Islam.

Manuella Affejee

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