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Pubblicato il 17 Nov 2015 in Attualità dal mondo, Diocesi, Notizie delle comunità religiose, Omelie FT, Patriarca, Politica e società, Slide

Messa per i 125 anni dell’École biblique, in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi

Messa per i 125 anni dell’École biblique, in ricordo delle vittime degli attentati di Parigi

 

GERUSALEMME – Questa domenica, la Messa prevista per i 125 anni dell’École biblique et archéologique française è stata celebrata in memoria delle vittime degli attentati di Parigi.

La festa di sant’Alberto Magno, grande figura domenicana, dottore della Chiesa e maestro di san Tommaso d’Aquino, ha dato l’avvio all’anno giubilare dell’ottavo centenario dell’Ordine dei Predicatori, insieme al 125° anniversario dell’École biblique et archéologique française: motivi di gioia e grazia per la Chiesa di Gerusalemme.

Ma il tragico evento dello scorso venerdì a Parigi ha gettato un velo di tristezza nella gioia di questa celebrazione, attesa già da molto tempo. La Messa, presieduta da SB mons. Fouad Twal, Patriarca latino di Gerusalemme, nella Basilica di Santo Stefano, è stata dedicata alla memoria delle vittime di questi attacchi e alle loro famiglie, alla presenza del sig. Hervé Magro, Console Generale di Francia a Gerusalemme, di molti cittadini francesi e di diversi ambasciatori che hanno mostrato la loro solidarietà.

Nella sua omelia il Patriarca, evocando la «tristezza, la rabbia e l’ansia» che questi attacchi sanguinosi hanno scatenato, ha anche detto che ciò ha attirato l’attenzione di tutti su vari «segni di consolazione», come «gesti di solidarietà» a livello prima internazionale, «con la condanna unanime di questi atti barbarici da parte di tutti i governi, e attraverso la cooperazione tra tutti i servizi di informazione e la volontà di combattere (…) ogni forma di terrorismo e, soprattutto, di sradicare le cause alla radice».

Un’altra fonte di conforto arriva anche dall’unità dei francesi, «più forte che mai», ha osservato mons. Twal, citando l’esempio delle migliaia di parigini afflitti che affollano gli ospedali per donare il sangue, senza parlare di tutti coloro giunti per deporre fiori e candele sui vari luoghi colpiti dagli attacchi. «In questi giorni di prova, ha concluso il Patriarca, la Chiesa di Terra Santa implora l’Onnipotente che tutto può, perché benedica la Francia e tutti i suoi abitanti».

La Messa, celebrata in un’atmosfera molto raccolta, si è conclusa con la preghiera finale del Requiem per i morti, pronunciata dallo stesso Patriarca.

Manuella Affejee

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