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Pubblicato il 10 Dic 2015 in Agenda FT, Diocesi, Parrocchie in Israele, Patriarca, Sacramenti, voti, ordinazioni, Slide, Vita liturgica

«La missione del diacono è la ricerca della pecora perduta»

«La missione del diacono è la ricerca della pecora perduta»

 

 GALILEA- Sabato 5 dicembre, alle ore 17:00, nella chiesa della Domus Galilaeae a Korazym, il Patriarca Latino di Gerusalemme, Fouad Twal, ha presieduto la cerimonia dell’ordinazione diaconale di Matheus Brum Maciel, del Seminario “Redemptoris Mater” della Galilea.

Presenti alla cerimonia con il Patriarca i formatori e i seminaristi del seminario “Redemptoris Mater” della Galilea, l’equipe responsabile del Cammino Neocatecumenale della zona, alcuni parroci e viceparroci delle parrocchie latine della Palestina e di Giordania, una rappresentanza di suore del Rosario e suore dorotee, i fratelli della comunità neocatecumenale dell’ordinando e i suoi genitori venuti dal Brasile.

La celebrazione solenne ha visto il Patriarcato Latino di Gerusalemme arricchirsi di un nuovo diacono, che già da qualche mese offre alla diocesi il suo servizio nella parrocchia di Smakieh, in Giordania. Dopo le letture della Seconda Domenica di Avvento, nell’omelia, il Patriarca, rivolto soprattutto ai seminaristi, ha dapprima sottolineato l’importanza della chiamata, dicendo: «Il Signore chiama e attende. Attende la nostra risposta alla sua vocazione. Senza dubbio è Dio che sceglie coloro i quali chiama a partecipare del sacerdozio di Cristo. Lui chiama, Lui sostiene, Lui benedice»; poi, rivolto al candidato, ha affermato: «Nostro Signore Gesù Cristo stesso ci ha chiesto di pregare il padrone della messe perché mandi operai alla sua messe e il nostro fratello Matheus ha conosciuto e sentito che la Chiesa ha bisogno di pastori buoni, specialmente in questi giorni difficili». In seguito, il prelato si è soffermato sulle proprietà dell’ordinazione diaconale, che fa dell’ordinato un utile collaboratore del parroco nell’opera di catechesi, nella proclamazione della Parola di Dio, nell’amministrazione dei sacramenti, nella visita degli infermi e nella cura pastorale dei giovani, per poi invitare i presenti ad accompagnare il nuovo diacono con la loro vicinanza attraverso la preghiera e l’affetto costante in vista del suo lavoro pastorale. «La sua missione, sia in Terra Santa o in qualsiasi altro luogo, sarà essere nella sua vita e nel suo operato fedele alla Chiesa e al presbiterato», ha affermato il Patriarca, per poi rivolgersi al candidato esortandolo: «Matheus, sia tuo modello il Buon Pastore, specialmente in questo Anno della Misericordia, che ci ama e ci conduce, perché è venuto a cercare coloro che erano perduti e a salvarli. Noi tutti siamo parte di quelli che erano perduti e abbiamo bisogno del suo amore e della sua misericordia».

Culmine della celebrazione sono stati il gesto dell’imposizione delle mani e la preghiera di consacrazione, dopo la quale l’assemblea ha accolto con gioia la vestizione del nuovo diacono con un lungo applauso. Infine, il Patriarca ha salutato i presenti rivolgendo in particolare una parola di augurio ai genitori di Matheus, venuti dal Brasile, per poi concludere dicendo: «Porgo anche il mio ringraziamento e la mia riconoscenza ai presbiteri formatori del seminario Redemptoris Mater che ti hanno accompagnato in questo tempo e ti accompagneranno dovunque sarai».

Dopo aver affidato la chiamata al presbiterato del neo ordinato alla Vergine Maria con un canto, Mons. Fouad Twal ha poi ricordato ai presenti la prossima apertura dell’Anno della Misericordia, con gli appuntamenti concernenti la celebrazione di quest’evento ecclesiale così importante.

Dopo la celebrazione, sua Beatitudine si è intrattenuto con i presenti ai festeggiamenti organizzati in onore al nuovo diacono.

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