Pages Menu
Categories Menu

Pubblicato il 14 Dic 2015 in Giubileo della Misericordia, Informarsi, Letture, Slide

«Vivere l’indulgenza dell’Anno Santo ci avvicina alla misericordia del Padre»

«Vivere l’indulgenza dell’Anno Santo ci avvicina alla misericordia del Padre»

 

TERRA SANTA – L’apertura del Grande Giubileo della Misericordia da parte di papa Francesco a Roma, l’8 dicembre 2015 invita a chiederci quali siano le risorse concrete fornite dalla Chiesa per vivere questo Anno Santo. Le “porte della Misericordia” saranno aperte in tutte le diocesi del mondo; in Terra Santa, l’AOCTS ha fatte diverse proposte a tutti i fedeli per ottenere l’indulgenza giubilare. Di cosa si tratta esattamente? Vi proponiamo di soffermarci, con mons. William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina, su questo tesoro che la Chiesa oggi ci offre e che ci fa toccare l’infinita misericordia di Dio.

Che cos’è l’indulgenza?

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, «l’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, le cui colpe sono già rimesse». Intendo che il perdono dei peccati ristabilisce la comunione con Dio. Questo è il frutto della misericordia divina. Inoltre, la giustizia di Dio esige che il peccatore perdonato ripari i peccati commessi. Anche questa giustizia è ancora una volta temperata dalla misericordia, poiché attraverso l’indulgenza, possono essere rimesse le pene temporali. In questo caso, «l’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o totalmente dalla pena temporale dovuta ai peccati».

Che cosa significa “pena del peccato”? Che cosa si nasconde dietro la parola “pena eterna” e “pena temporale”?

Il peccato ha una duplice conseguenza: se si tratta di un peccato grave, si è privati ​​della comunione con Dio che troviamo nel Sacramento della riconciliazione. L’assoluzione poi solleva da questo supplizio eterno, ma la pena temporale persiste. Ogni peccato, anche veniale, richiede una purificazione dopo la morte nello stato che si chiama Purgatorio. Tale purificazione libera dalla pena temporale del peccato.

Tuttavia, la pena temporale può essere rimessa grazie all’indulgenza di Dio, ottenuta dalla Chiesa e che cancella questa pena temporale.

Quali sono le condizioni per ricevere l’indulgenza?

Il Papa ci ricorda i requisiti per ricevere l’indulgenza, specialmente in questo anno della misericordia: «Io stabilisco che possiamo ottenere l’indulgenza nei santuari in cui è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese tradizionalmente identificate come giubilari. È importante che questo momento sia congiunto, soprattutto, al sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della Santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me personalmente e per le intenzioni che io porto nel mio cuore per il bene della Chiesa e del mondo».

Perché la Chiesa può dare indulgenze in nome di Dio?

Il Cristo Risorto ha dato agli apostoli il potere di perdonare i peccati, come abbiamo letto nel Vangelo di Giovanni in cui Gesù parla agli apostoli e dice loro: «Ricevete lo Spirito Santo. Ad ogni uomo a cui rimetterete i peccati, saranno perdonati; ad ogni uomo cui non li rimettete, resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23). Così, consentendo ai fedeli di liberarsi della pena temporale dei peccati attraverso le indulgenze, la Chiesa incoraggia i cristiani a fare opere di carità, di pietà e di penitenza.

Può darci qualche esempio di quelle opere a cui accenna?

Le opportunità per ottenere le indulgenze sono estremamente numerose. L’indulgenza parziale può essere ottenuta, ad esempio, quando si esercitano le opere di misericordia corporale (nutrire gli affamati, i senza tetto, vestire il cencioso, visitare gli ammalati e i prigionieri, seppellire i morti) o spirituale (educare, consigliare, confortare, rafforzare, perdonare e sopportare con pazienza) per i nostri fratelli in spirito di fede e con un cuore misericordioso.

L’indulgenza plenaria può essere ottenuta soprattutto per una mezz’ora di adorazione e la meditazione della Parola di Dio, o per la recita del Rosario nel suo complesso.

Per chi richiedere l’indulgenza?

Possiamo chiedere l’indulgenza per noi stessi. Detto questo, la pratica delle indulgenze è anche un luogo ideale per sperimentare la comunione dei santi. Beato Papa Paolo VI ha scritto nella Costituzione Apostolica Indulgientiarum doctrina: «La vita di ciascuno dei figli di Dio è legata in modo mirabile, in Cristo e per Cristo, la vita di tutti gli altri fratelli cristiani, nell’unità soprannaturale del Corpo mistico di Cristo, come in una persona mistica». Così la santità di uno è beneficio per gli altri. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci spiega anche che «dal momento che i fedeli defunti in vista della purificazione sono anche membri della medesima comunione dei santi, possiamo aiutarli ottenendo tra l’altro l’indulgenza per loro, affinché siano assolti dalla pena temporale dovuta ai loro peccati».

Intervista a cura di Calixte des Lauriers