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Pubblicato il 3 Feb 2016 in Diocesi, Politica e società, Slide

In Giordania: una conferenza sull’ambiente

In Giordania: una conferenza sull’ambiente

GIORDANIA – Il Centro Cattolico di Studi e dei Media (CCSM), in collaborazione con la Konrad-Adenauer-Stiftung ha organizzato, sabato 30 gennaio 2016, un seminario dal titolo “L’ambiente: casa comune dell’umanità”. Nella diocesi, questa iniziativa è una risposta agli appelli di papa Francesco per la tutela dell’ambiente.

Il seminario è stato aperto dal dott. Majdaa Omar, direttore dell’istituto reale interconfessionale, rappresentato da Sua Altezza reale la Principessa Bint El-Hassan. L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerosi vescovi, sacerdoti e religiosi, così come di associazioni ambientali , di universitari e giornalisti.

Il direttore del centro, padre Rifaat Bader, ha ricordato come la tutela dell’ambiente è ormai una delle più grandi sfide mondiali dell’umanità. Nella sua enciclica sull’ambiente dal titolo “Laudato Si”, papa Francesco ha invitato i fedeli di tutte le religioni alla “salvaguardia della nostra casa comune”, e a considerare come l’abuso e la distruzione dell’ambiente siano spesso accompagnati da un implacabile processo di esclusione. La difesa dell’ambiente e la lotta contro l’esclusione, esigono il riconoscimento di una legge morale scritta nella natura umana.

Il dott. Hassan Karirah, del Ministero degli Affari Islamici, ha sottolineato come Dio, ordinando di abitarla, abbia affidato la terra agli esseri umani. Ha aggiunto che Dio ha creato l’universo e gli esseri umani, donando loro delle leggi per garantir loro una vita decorosa in armonia con Lui e con l’ambiente. Il mondo oggi deve riflettere sugli squilibri ambientali le cui conseguenze sono disastrose per l’umanità, ha continuato. Il dott. Hassan ha anche resa nota la sua preoccupazione per la custodia “dell’ambiente cuturale” in Medio Oriente, devastato dalle guerre e dalla violenza che sono “il risultato della contaminazione culturale che infetta lo spirito delle persone”. Ha concluso sottolineano che “la contaminazione culturale è la peggior forma di contaminazione dell’ambiente”.

L’Arcivescovo armeno cattolico d’Egitto, di Palestina e Giordania, mons. Krikor Kusa, ha sottolineato come l’enciclica del Papa “Laudato si” si rivolga a tutti gli uomini senza distinzioni poiché la Terra è la nostra casa comune. Tutti gli esseri umani costituiscono una sola famiglia, e sforzi congiunti sono necessari per preservare la Terra che Dio ci ha affidato. Le ambizioni di potere e di profitto sono la causa della distruzione inflitta alla natura e hanno ripercussioni sull’ambiente umano e sociale, sulla dignità degli esseri umani e la pace nel mondo.

Padre Imad Alamat, parroco di Fuheis, da parte sua, ha ricordato che “Laudato Si” costituisce il primo messaggio del Vaticano su questo punto vitale dell’ambiente, invitando il mondo intero, i politici in primo luogo, ad assumersi le proprie responsabilità.

Altri intervenuti hanno reso note le loro ricerche sui punti dell’energia nucleare e sul problema dell’acqua in Giordania. In particolare il dott. Wael Aboul Sha’er, consigliere tecnico della Jordan Atomic Energy Commission, e il dott. Abu Rumman Ghaida, specialista per l’acqua. Il direttore del Dipartimento del cambiamento climatico, Indira Dhahabi, ha parlato della partecipazione della Giordania alla conferenza climatica di Parigi; il sig. Fadi Marji ha invece esaminato il tema delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Iniziative come questa mostrano il largo impatto degli appelli di papa Francesco in Diocesi.

fonte: abouna.org