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Pubblicato il 3 Feb 2016 in Diocesi, Slide, Vita liturgica

Messa solenne sul Monte delle Beatitudini

Messa solenne sul Monte delle Beatitudini

GALILEA – Domenica 31 gennaio, i fedeli della Galilea si sono riuniti sul Monte delle Beatitudini per una messa solenne sotto la presidenza del Patriarca Fouad Twal

Ogni anno, l’ultima domenica di gennaio è l’occasione per i fedeli della Galilea di riunirsi attorno al Patriarca. Questa iniziativa, ormai tradizionale, ha avuto inizio in seguito al Sinodo pastorale delle Chiese di Terra Santa ed è finalizzata a familiarizzare i luoghi santi con le comunità locali. La comunità in tal modo cresce nella consapevolezza del suo ruolo di protettore del Luogo Santo e adempie al suo compito storico verso la Chiesa.

Sotto un bellissimo sole, centinaia di fedeli si sono raccolti, da tutta la Galilea, davanti alla chiesa delle Beatitudini dove il Patriarca Fouad Twal ha celebrato la messa. Egli era accompagnato da mons. Marcuzzo, vicario patriarcale in Galilea, da mons. Bathish, dal vescovo maronita di Terra Santa mons. Moussa El-Haje, oltre che da una trentina di sacerdoti, latini, maroniti e melchiti. Erano presenti anche la Madre Provinciale delle Suore Francescane, suor Maria Elena Abdallah, l’Ambasciatore di Malta in Israele, il Rappresentante di Malta in Palestina e alcuni Cavalieri del Santo Sepolcro brasiliani.

All’omelia il patriarca ha proposto una riflessione sul tema delle Beatitudini: “Le beatitudini sono il messaggio di nostro Signore Gesù Cristo per noi. Esse sono il libro della Sua vita e il nostro programma, particolarmente in quest’anno dichiarato dal Papa Anno della Misericordia”. Egli ha poi invitato ogni cristiano a respingere l’uomo vecchio e a indossare l’uomo nuovo, uomo delle beatitudini, che vive controcorrente rispetto al mondo che lo circonda. “Coloro che vivono in armonia con le beatitudini otterranno il Regno di Dio. Avranno la terra in eredità, saranno consolati, vivranno in pace e giustizia, vedranno Dio nella loro vita quotidiana e sul volto di ogni essere umano, saranno misericordiosi e otterranno misericordia, e poiché essi sono figli di Dio otterranno in eredità il Regno dei Cieli” ha aggiunto. Ha poi insistito sulla necessità che ciascuno sia operaio della misericordia in tutti gli aspetti della vita, in modo da rendere Gesù presente in ogni campo: politico, sociale, famigliare.

Prima della benedizione finale mons. Marcuzzo ha preso la parola per ricordare i prossimi avvenimenti importanti: la chiusura dell’anno della vita consacrata il 2 febbraio; la giornata mondiale dei malati che avrà luogo l’11 febbraio a Nazareth, invitando tutti i fedeli a partecipare attivamente a queste celebrazioni.

Calixte des Lauriers

Foto di Mike Shehadeh

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